Governo di larghe intese, ma Zingaretti chiede distinguo

11 feb 2021

Il Pd tira un sospiro di sollievo. Il risultato del voto sul Rousseau conferma la giustezza della scelta di queste settimane di essere leali sostenitori del Governo Conte ed aver tenuta viva l'alleanza con Leu e il Movimento 5 Stelle. Questo è il ragionamento che si fa largo del Nazareno e il segretario Nicola Zingaretti, aprendo la direzione, insiste proprio su questo punto. Il successo per la formazione di un Governo a cui torna il professor Draghi, ancora una volta lo si nota in queste ore e sono contento, dipende dall'unità dell'alleanza politica tra le 5 Stelle, il Partito Democratico che è stata l'anima del Governo Conte. Lo si vede chiaramente e ognuno in buona fede non può non riconoscere che se tale alleanza, unità d'intenti e di comportamenti fosse venuta meno, lo stesso Draghi ne avrebbe sofferto politicamente. L'alleanza che ha sostenuto il Governo Conte diventi l'asse portante del nuovo esecutivo è l'auspicio anche di Leu, ma a sostenere Draghi ci sarà anche la Lega. Aderire al Governo è senso di responsabilità, precisa Matteo Salvini in un momento così complicato per l'Italia. E ammette che tornerebbe volentieri a fare il Ministro. Ci sono tre, quattro cose da fare per il bene del Paese, dice Salvini, poi il suo compito sarà esaurito. Le poche cose da fare bisogna farle in fretta, meno tasse, meno burocrazia più lavoro e più cantieri. Solo Fratelli d'Italia ha dichiarato che non voterà il Governo Draghi, anche se potrebbe alla fine decidere per un'astensione. Fdi ha preferito non entrare al Governo. Io rispetto la scelta, forse sarebbe stato meglio fare un salto più in avanti, ma se si asterrà, certamente sarà un fatto positivo.

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