Governo, i nomi sul taccuino di Draghi

11 feb 2021

La parola chiave intorno a cui gira la formazione del prossimo governo è una: competenza. Chi farà cosa sarà scelto in base all'esperienza specifica. Su nomi e formula nulla trapela dal presidente del Consiglio incaricato che si muove in costante contatto con il Quirinale. Il messaggio diretto e chiaro: non si aprirà nessuna trattativa sui nomi con le forze politiche, sarebbe la fine del presupposto con cui il capo dello Stato ha dato l'incarico a Draghi. Per la ripartenza dell'Italia è il momento di personalità di alto profilo. Dunque, l'ipotesi più probabile rimane quella di una squadra di tecnici, tutt'al più di ministri, riconducibili a un'area politica. Per il Ministero della Transizione ecologica che potrebbe accorpare ambiente e sviluppo economico, in pole position il già ministro Enrico Giovannini, Presidente di A SviS. Al Ministero strategico dell'economia, il nome molto quotato di Daniele Franco, direttore generale Bankitalia, possibile anche come sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Così come la giurista Luisa Torchia. Per gli altri dicasteri economici tutti funzionali al recovery plan. Circolano i nomi di Scannapieco vicepresidente BEI, Signorini sempre Bankitalia e poi Ruffini dall'Agenzia delle Entrate o l'economista Lucrezia Reichlin. La presenza femminile potrebbe essere marcata e così prossimo Guardasigilli potrebbe essere l'ex Presidente della Consulta Cartabia e alla Farnesina potrebbe diventare ministro l'attuale segretario generale Belloni. Se mai entrassero in squadra i politici potrebbero essere per il Pd alcuni, tra Franceschini, Gualtieri, Guerini e Orlando. Di Maio e Patuanelli invece per i 5 Stelle, Giorgetti e Molinari per la Lega, Tajani per Forza Italia e Speranza per LeU. Ma forse il manuale Cencelli non fa parte della logica Draghi.

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