Governo lima decreto per fase due, Renzi sfida ancora

04 mag 2020

Il decreto maggio, quello che era atteso già da aprile che si spera arrivi in settimana è terreno di tensioni e confronto dentro il Governo. Dovrebbe valere all'incirca 55 miliardi di indebitamento netto, 155 miliardi specificano dall'esecutivo come saldo netto da finanziare il ritardo è evidente, ma dal Governo rivendicano di star lavorando alla più grande manovra economica della storia. Come potrà essere composto dipende anche da quello che decideranno a Bruxelles perché nelle prossime ore saranno aggiornate le regole sugli aiuti di stato e dunque da lì discenderà come intervenire ad esempio, con i finanziamenti a fondo perduto. Questo è uno dei termini di cui si discute nelle riunioni che a Palazzo Chigi si sono susseguite con il ministro Gualtieri e capi delegazione. Tra gli aspetti più completi da ridimere il reddito di emergenza, gli indennizzi alle imprese, la cassa integrazione da estendere anche a quelle molto piccole. L'indennità per una platea ampia di lavoratori autonomi e forse anche un ristoro del costo d'affitto sopportato negli ultimi 3 mesi dalle aziende che abbiano subito un calo di fatturato. A fianco di ulteriori misure a sostegno della liquidità, a fianco della proroga delle misure per il rafforzamento delle misure già prese di sostegno al lavoro, ai redditi, così importanti e così necessarie per sostenere il lavoro, l'occupazione e redditi, ci saranno misure anche molto importanti a sostegno delle imprese del nostro comparto produttivo, anche sotto forma di contributi a fondo perduto. La partita, ovviamente, è anche dentro la maggioranza. Conte deve sminare gli affondi di Renzi che continua a pungolare su tutto, dalle ripartenze al calcio fermo. Durissimo su questo con il ministro Spadafora: "altro che roba da ricchi, è un'industria". Linea non lontana da Matteo Salvini che chiede una ripartenza per il campionato a giugno e che su come debba essere la fase due ha le idee chiare. Per parlare davvero di fase due occorre l'azzeramento della burocrazia, cartelle esattoriali. gli studi di settore, autocertificazioni che hanno coinvolto 12 milioni di italiani e tornare a dare fiducia ai cittadini, ai lavoratori e agli imprenditori. Intanto si aspettano le mosse di Conte che ha chiesto a Colao di integrare la task force con donne, sinora decisamente sotto rappresentate. "Sono certo", ha detto il premier "che saranno di decisivo aiuto per il Paese".

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