Governo, sì a decreto semplificazioni ma restano nodi

07 lug 2020

Da un lato l’esigenza di chiudere un decreto semplificazioni sul quale Conte da settimane alza la posta, dall'altra quella di trovare intese che in questi giorni sono sembrate sempre lontane e rendono l'approvazione di quella che il Premier ha chiamato madre di tutte le riforme, ed è proprio complessa. Così, quando alle 23 comincia il Consiglio dei Ministri, l’idea più diffusa è che questo sia solo un round ma che il lavoro sul testo sarà molto articolato in Parlamento perché nei 48 articoli di decreto, per quasi 100 pagine di bozza, si confermano le deroghe in tema di assegnazione degli appalti fino al 31 luglio 2021, con la possibilità di affidare le opere direttamente entro i 150.000 euro, mentre 350.000 e i 5 milioni di euro, si introducono via via più operatori da mettere a confronto. Corsia preferenziale per quelle opere che costano anche di più, ma che servono a superare l'emergenza Covid e poi una lista da completarsi entro il 31 dicembre con infrastrutture da affidarsi ai commissari straordinari. Una lista che arriverà con gli ormai famosi DPCM, su proposta del Ministero dei Trasporti e sentito il Ministero dell'Economia e previo parere delle competenti Commissioni Parlamentari, destinati a dividere anche le modifiche alla responsabilità erariale e all'abuso d'ufficio, con un allargamento delle maglie per superare quella tendenza a non firmare da parte dei funzionari pubblici, timorosi di incappare in inchieste. E se su digitalizzazioni o incentivi per l'economia verde, la strada appare in discesa, sarà fonte di battito la velocizzazione della valutazione di impatto ambientale. Ma l'approvazione serve al premier anche nell'ottica europea ancora di più perché nelle prossime ore Conti inizierà un vero tour europeo per stringere su recovery fund e in Europa il Premier vuole arrivare anche con la piena convergenza della maggioranza sul PNR. Dentro al programma nazionale di riforme c’è quello che l'esecutivo intende mettere in atto nei prossimi tre anni. Il testo normalmente accompagna il documento di economia e finanza che però quest’anno è slittato per via del Covid.

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