Per Sergio Mattarella i mercati aperti sono linfa vitale per garantire la pace per il nostro export. A ridosso dell'anniversario della firma dei trattati di Roma del 25 marzo del 1957 che diedero i natali alla Comunità Economica Europea, il Capo dello Stato inaugura il villaggio Agricoltura È, allestito dal Ministero per ribadire la centralità del settore nel vecchio continente, ma di fronte alla minaccia trumpiana di dazi che rischiano di penalizzare i nostri prodotti, l'Unione Europea ha gli strumenti per farsi sentire: "Perché l'Unione Europea, di cui facciamo saldamente parte, ha la dimensione, la consistenza, la forza per interloquire in maniera autorevole. Con calma, ma con determinazione per contrastare scelte di chiusura dei mercati e di applicazione dei dazi così immotivati e così generali". Per Mattarella i dazi mettono ostacoli ai mercati, penalizzando le eccellenze italiane ed è inaccettabile, ma dovrebbe esserlo, avverte, per tutti i paesi. L'Unione Europea deve adeguarsi ai tempi frenetici della globalizzazione. "Naturalmente, ragazzi, non è perfetta. Contiene errori, contraddizioni, lacune da colmare. Per esempio ha bisogno di processi decisionali più veloci. Tutto questo richiede risposte veloci, tempestive, perché i fenomeni sono veloci e l'Europa ha bisogno di aggiornarsi". La preoccupazione di una guerra commerciale con gli Stati Uniti è condivisa anche dal Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida. I dazi rischiano di incrinare i rapporti con chiunque afferma, se i mercati sono aperti e senza dazi tra nazioni che hanno valori comuni, come per esempio gli Stati Uniti, abbiamo necessità come Europa di essere responsabili. Dipende da noi. .