Il governo prova ad accelerare sulla campagna vaccini

04 mar 2021

Un vero e proprio reset, quasi una ripartenza da zero, per cercare di velocizzare una campagna vaccinale in stallo, sulle 160 mila iniezioni al giorno. Troppo poche, troppo distanti dall'obiettivo minimo che era quasi il doppio. Così il Governo si prepara a intervenire con l'esercito, protezione civile per sopperire a ciò che sino ad ora non ha funzionato. Perché non c'è solo da aumentare la somministrazione ma anche colmare un gap tra territori, non più accettabile, con aree di tagli in cui si usano il 90%, delle dosi arrivate, ed altre ferme a poco più del 50. Cosi i drive dei tamponi potranno diventare sito vaccinale, laddove non ci sono spazi a sufficienza, arriveranno gli ospedali da campo dell'esercito, così come le aziende potranno trasformarsi in un app per i propri dipendenti. Il cambio di passo verrà condiviso nelle prossime ore con regioni, province e comuni. Tutti dovranno fare la loro parte, soprattutto in vista dell'aumento di dosi, atteso per la fine del mese. Dei medici di medicina generale potranno svolgere un ruolo importantissimo in questa campagna di vaccinazione perché sono numerosi, perché conoscono i loro pazienti, perché possono arrivare dappertutto in maniera, come dire, capillare. Il covid andrà gestito a lungo, ed ecco che il ministro Giorgetti, lavora per creare anche in Italia un polo produttivo di vaccini, del canto suo il Presidente Draghi serra le fila, a livello internazionale. Dopo aver bloccato prima in Europa un carico di vaccini, AstraZeneca, diretto in Australia, condivide con il premier inglese, Boris Johnson, presidente di turno del G7 la necessità di un miglior coordinamento globale per arginare la pandemia, altro aspetto che fino ad oggi non ha sempre funzionato.

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