Il movimento verso gli Stati generali, si fa partito

11 nov 2020

È un passaggio, un passaggio fondamentale, quello che sta compiendo in questi giorni il Movimento 5 Stelle, centrale anche per il Governo che dal nuovo equilibrio interno al partito potrà essere il più o meno puntellato. Gli Stati Generali dovevano cominciare quasi un anno fa il percorso accidentato, interrotto dal Covid e ora destinato a svolgersi tutto online. Dovrà portare ad una nuova guida dopo le dimissioni di Di Maio e la reggenza di Vito Crimi e dopo le voci di scissioni, dopo i fulmini lanciati da Alessandro Di Battista all'ipotesi che si rincorre che alla fine le varie correnti troveranno un'intesa, magari con entrata proprio di Di Battista, dentro quell'organo collegiale che pare destinato a guidare il Movimento che, nelle sue personalità apicali non pare essere cambiato poi molto. Luigi Di Maio, che ha scelto di non presentare una mozione, aleggia come il candidato per eccellenza: “Io, come sempre, mi metto in gioco, ci metto la faccia”, ha scritto. Di Battista, per ora, rilancia su temi diversi, a cominciare da Autostrade, invocando la revoca della concessione. Mediano, come sempre, Roberto Fico: “Responsabilità, e capacità di visione, è necessario partire da questi due punti per avviare ogni tipo di ragionamento”. Queste sono ore cruciali perché gli iscritti hanno scelto i 305 rappresentanti che parteciperanno alla Due Giorni conclusiva del 14 e 15 novembre, suddivisi in 3 gruppi, lavoreranno su 3 tavoli che poi sono 3 macroaree, temi e agenda politica per il Paese, organizzazione, struttura, principi e regole, ma ora si scelgono anche i 30 oratori, figure chiave chiamate ad intervenire nel dibattito pubblico che concluderà i lavori. Sono 978 i candidati ed è facile immaginare che a conquistare il diritto al palco virtuale saranno le prime linee, dunque: Di Maio, Fico, Di Battista, Taverna e via via, a quel punto, e solo a quel punto, partirà una seconda fase con gli aspetti più controversi che necessitano di modifiche statutarie, come la nascita di una Segreteria, trasformati in quesiti da sottoporre ancora una volta agli iscritti, passaggi e trasformazioni che sembrano portare definitivamente il Movimento alla trasformazione in partito.

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