16 anni di vita, 8 sottosegretari, 4 eletti con le primarie, fino ad ora. Non è ancora maggiorenne ma ha già tante storie da raccontare il Partito Democratico che ha intrecciato spesso la scelta del suo segretario con il destino del governo dell'epoca. Romano Prodi ha vinto le elezioni del 2006. DS e Margherita fanno il grande passo e convolano a nozze per fondare, nel 2007, il Partito Democratico che sceglie il suo segretario con le primarie. È un plebiscito per Walter Veltroni, votano più di 3 milioni e mezzo di persone. Sembra l'inizio del bipolarismo, invece, è la fine del Governo Prodi. Berlusconi vince le elezioni del 2008, nel 2009, il PD sceglie Pierluigi Bersani, l'uomo delle lenzuolate liberalizzatrici. Arrivano le elezioni del 2013, il PD che vuole smacchiare il giaguaro, ma Bersani proclama la non-vittoria. E arriva soprattutto la notte dei 101 che affossano le elezioni di Prodi a Presidente della Repubblica. È la fine dell'era Bersani. L'8 dicembre del 2013, infatti, Matteo Renzi sbaraglia la concorrenza con una partecipazione alle primarie che scende sotto i 3 milioni. È la legislatura del PD e delle sue contraddizioni. Letta al Governo cade per mano di Renzi che poi a sua volta lascia Palazzo Chigi ma non il Nazareno. Le primarie del 2017 lo indicano ancora come guida dei democratici anche se i votanti scendono sotto i 2 milioni. Politiche 2018, ciclone a 5 stelle, Renzi lascia e nel marzo del 2019 il PD si affida a Nicola Zingaretti; calano ancora i votanti poco sopra il milione e mezzo. Conte 1, Conte 2 e poi Mario Draghi. Al Nazareno arriva Enrico Letta che dalla Francia dove insegnava, torna in Italia, invocato da un partito in difficoltà. Il suo Campo Largo che abbraccia il Movimento 5 Stelle, però, naufraga con la caduta di Mario Draghi. È tempo di scegliere il nuovo segretario, il quinto con le primarie.























