Italia-Libia, memorandum verrà prorogato ma con rischiesta di modifiche

31 ott 2019

Rinnovo sì, ma con delle modifiche nelle parti significative del testo generale. Questa è la decisione del Governo italiano sull'intesa tra Italia e Libia sui migranti, stipulata nel febbraio 2017 dal Governo Gentiloni e plasmata dall'allora titolare del Viminale, Marco Minniti, che oggi dice: “Non mi pento del patto, ma va cambiato!” L'Esecutivo manderà una nota a Tripoli, comunicando la volontà di cambiare alcune parti del documento. “Il memorandum con la Libia non può essere gettato in mare, ma ci sono ampi spazi per migliorarlo. Un altro elemento che induce la rinegoziazione è che c'è una situazione diversa ora, essendoci un conflitto” spiega il premier Giuseppe Conte. Il memorandum prevedeva tutta una serie di azioni congiunte italo libiche, con l'Italia che forniva aiuti economici e supporto alla guardia costiera libica per contrastare l'immigrazione illegale. Nel quadro politico i riflettori sono puntati sull'azione della diplomazia italiana con il titolare della Farnesina, Luigi Di Maio, che ha sottolineato “Interrompere l'accordo sarebbe un vulnus politico” per poi precisare “Lavoriamo per migliorarlo!” Lo stesso Di Maio ha annunciato l'intenzione di convocare la Commissione congiunta Italo libica, mentre in un appello pubblico diversi parlamentari della sinistra del PD chiedono, invece, di bloccare il memorandum con il Paese nordafricano. Carte alla mano, i cambi potrebbero riguardare lo svuotamento dei centri di detenzione, il rafforzamento della presenza nei centri delle organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite e, infine, un grande piano per l'Africa con un piano di investimenti nei Paesi di provenienza dei migranti, non cambiando, però, l'impianto generale dell'accordo. Le modifiche dovranno comunque, in ogni caso, essere approvate dalla controparte libica.

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