L. elettorale, Giorgetti: con maggioritario governo stabile

22 gen 2020

“Lei è favorevole a un sistema elettorale maggioritario o proporzionale?” “Sicuramente sono per un sistema di tipo maggioritario perché è l'unico che permette a questo Paese di avere un governo che governa, almeno per cinque anni può in qualche modo fare le politiche per cui il popolo ha votato”. “Cosa pensa del germanicum, la proposta di legge sulla quale sta lavorando adesso il Parlamento?”. “Penso che sia una proposta che la maggioranza di Governo ha concepito per impedire all'Italia di avere un governo, appunto, stabile, un governo forte che possa prendere delle decisioni impegnative, e credo che sia il frutto della paura che Salvini possa vincere le elezioni. Ma Salvini, se vince elezioni, le vince perché il popolo lo vota, non perché c'è una legge elettorale di un tipo o di un altro”. “Secondo lei è corretto dire che il proporzionale aumenta la frammentazione e il maggioritario favorisce il bipolarismo?”. “Beh, è corretto perché sta nella logica delle cose. Il proporzionale fa in modo che tutti corrano per conto proprio cercando di massimizzare la propria posizione, quindi litigando anche in campagna elettorale, rendendo molto difficile poi la formazione di coalizioni. Non solo. Questa frammentazione poi viene replicata per i cinque anni successivi, per cui, diciamo così, all'interno del Parlamento possono nascere maggioranze di tutti i tipi cambiandone completamente fronte. Questo i cittadini non lo capirebbero”. “Qual è il sistema elettorale migliore per dare più voce agli elettori e perché?” “Noi abbiamo proposto e io sono assolutamente convinto che la legge elettorale migliore è quella che viene definita mattarellum, la legge elettorale che è stata utilizzata in Italia negli anni Novanta per collegi maggioritari, che permette, appunto, da un lato la governabilità, dà la possibilità a tutti i partiti di essere rappresentati, ma senza in qualche modo condizionare la formazione di governi in modo precario, e, terza cosa importantissima, attraverso il sistema dei collegi promuove la qualità della classe politica, perché i candidati non possono essere paracadutati o dei cooptati o degli amici degli amici, ma devono essere dei soggetti che sul territorio sono conosciuti e quindi sostanzialmente premiati in base alla loro capacità”. “Se le chiedessero qual è il sistema elettorale che personalmente preferisce quale sceglierebbe?” “L'ho appena detto, io sceglierei il mattarellum. Ma anche per un altro motivo: perché non c'è niente da inventare, è già stato sperimentato, ha funzionato, ha vinto Prodi, ha vinto Berlusconi, cioè ha vinto una volta la destra, una volta la sinistra, quindi sostanzialmente non andiamo verso l'ignoto, ma verso qualcosa che già è conosciuto e, in base all'esperienza, ha funzionato”. “Perché secondo lei l'Italia ha cambiato o provato a cambiare così tante volte legge elettorale negli ultimi 25 anni?” “Perché tutte le maggioranze al potere, vedendo all'orizzonte la sconfitta, hanno provato a immaginare e approvare una legge elettorale cucita su misura, come un sarto, rispetto ai propri interessi. Normalmente questo si è rivelato un tentativo sfortunato perché le leggi elettorali si sono sempre ritorte contro chi in qualche modo le ha concepite e votate”. “Una legge proporzionale con un premio di maggioranza potrebbe essere un punto di compromesso?” “Potrebbe essere un punto di compromesso perché lo scopo finale di ogni legge elettorale, lo ribadisco, è quello, sì, di garantire la rappresentanza, ma soprattutto la governabilità, cioè la possibilità per gli elettori di scegliere un governo, scegliersi un governo, sapere che quello è il governo che ha vinto la sera stessa delle elezioni e soprattutto poi dare a questo governo la possibilità di poter operare per cinque anni e dopo cinque anni dare la possibilità agli elettori vi valutare se ha fatto bene o ha fatto male ed eventualmente di cambiarlo”.

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