La fiducia a Draghi innesca la diaspora a 5 stelle

19 feb 2021

Tra i numeri della maggioranza bulgara incassata in Parlamento dal Governo Draghi in filigrana si delinea la diaspora grillina che potrebbe dare vita ad un nuovo movimento non più di Governo, ma solo di lotta. Alla Camera i sì alla fiducia sono stati tantissimi: 535, ma tra i 5 Stelle si registrano 16 voti contrari, 4 astensioni e 12 assenze, oltre a due deputati che risultano in missione. Numeri che segnalano il disagio della minoranza orfana di Giuseppe Conte e che, oltre a sancire il big bang nell'ex monolite grillino cambia gli equilibri nella maggioranza che sostiene Mario Draghi. Al Senato i dissidenti 5 Stelle sono stati 21, sei non hanno partecipato al voto e hanno fatto scendere la pattuglia dell'ex coalizione giallorossa a 110 senatori contro i 115 di Lega e Forza Italia che quindi detengono la golden share, stando alla prima fotografia scattata a Palazzo Madama. Alla Camera invece il folto gruppo del movimento non permette il sorpasso del centrodestra. L'asse fra PD, Movimento e LEU raggiunge i 259 seggi, una quarantina in più rispetto al centrodestra. Sta di fatto che gli espulsi a 5 Stelle stanno cercando casa, anche se forse non tutti finiranno sotto lo stesso tetto. L'ipotesi di creare autonomi gruppi parlamentari è in piedi e in teoria praticabile. I numeri ci sarebbero sia alla Camera che al Senato. A Palazzo Madama il regolamento richiede di associarsi a una lista che era presente alle ultime elezioni e ha ottenuto almeno un senatore e la soluzione potrebbe essere avere il via libera dell'uso del simbolo dell'Italia dei Valori, il partito fondato da Antonio di Pietro, che nel 2018 si presentò alle elezioni con Lista Civica Popolare eleggendo Pierferdinando Casini. Con gruppi autonomi potrebbero rivendicare i posti che spettano all'opposizione in tutti gli organismi parlamentari. A guidarli da fuori sarebbe Alessandro Di Battista, Che già parla di sana e robusta opposizione.

pubblicità
pubblicità