Che il 60% degli elettori decida di non andare a votare è un problema enorme per una democrazia. Se l'andazzo è quello che solo una minoranza va a votare, la conseguenza è che governa la maggioranza di una minoranza, che non è maggioranza. Se il rischio per una democrazia immatura è che diventi dittatura della maggioranza, come qualcun a volte teme, figurarsi quanto sia peggio ritrovarsi in una dittatura della non maggioranza. Si è molto ragionato in passato su quei regimi, che si fanno chiamare democratici solo perché periodicamente fanno svolgere elezioni più o meno regolari, il tasso di astensione registrato domenica e lunedì, rende più semplice arrivare lì, Egitto, Turchia o Russia e Bielorussia per essere chiari. E questo vale per chiunque vinca, chiunque conquisti quella non maggioranza, così non funziona, la democrazia non può non essere rappresentativa, si può certo scegliere una legge elettorale che serve più a governare che a rappresentare magari, ma se la gente non vota un sistema elettorale non tiene in piedi una democrazia, tutta la politica dice di vedere il rischio e che bisogna invertire la tendenza. Prima di invertirla bisogna capire perché ci siamo dentro e sempre di più perché forse, abbiamo finito le alternative. Prima per cambiare si votava la politica del fare poi l'anticasta, speriamo ora non si vada a votare per la supercasta, futuro possibile partito stato. Insomma quel 60% che si astiene ha cercato pure alternative ed è stato sempre deluso. Pochi in politica ragionano sulla soluzione dei problemi e nessuno innova. E poi quelle rare volte che è una soluzione è stata indicata, nessun colpo di genio, per carità. Il cammino per adottarla è talmente lento che nessuno vede il problema superato, quello che succede di norma è che il problema da meno fastidio alla gente e ai politici perché ci si abitua, se ci si abitua si dimentica, se si dimentica chi non l'ha risolto non sente nemmeno più il bisogno di spiegare perché, se lo dimentica pure lui, il problema. Alla faccia pure del fatto, che se fai il governatore di regione o a maggior ragione il sindaco, dovresti essere vicino agli elettori, al territorio, eccetera eccetera. Ma chi fa finta di non capire, che è la migliore delle ipotesi, mi sembra questa una spiegazione credibile del perché a Roma, due elettori su tre non hanno votato. Un papa molto amato diceva "damose da fa". Ecco diamoci da fare.























