Cara Banca Centrale Europea, ti scrivo. Perché su certi argomenti, almeno qui da noi, è meglio non distrarsi neanche un po'. Prendo coraggio e la penna in mano forse perché finalmente l'Italia non è più fanalino di coda in Europa in quanto a crescita economica. Tanto per dire, cara BCE, facciamo meglio di Francia e Germania. È vero che in questo momento difficile vinciamo una guerra tra poveri, però è giusto che i Paesi freddi e frugali quando parlano e decidono pure su di noi ne tengano conto. Quindi, ringalluzzito come solo gli Italiani sanno fare quando ogni tanto vincono, mi permetto di parlarti dei tassi di interesse, roba che governi tu in sacrosanta e, però, permettimi, discutibile autonomia. Discutibile semplicemente perchè la decisione sui tassi di interesse, pur appartenendo nella trattazione economica alla politica monetaria, è politica tout court e magari potrebbe essere affidata a un organismo rappresentativo. Così come uno dei fondamenti dello Stato democratico è che chi non rappresenta nessuno non può imporre le tasse, questo potrebbe valere anche per chi decide i tassi. E non è una questione di genere, sia ben chiaro. Ma, cara BCE, non ti voglio annoiare con questioni di filosofia, peraltro non nuove e già poste da qualche governante italiano. Invece volevo dire che, nella pratica, ha ragione uno dei tuoi, che incidentalmente è pure italiano. Si chiama Fabio Panetta, è nel tuo comitato esecutivo. Si preoccupa che tu non vada mai a fari spenti nella notte. I fari non si possono accendere una volta l'anno quando si guida una macchina come la tua, perché magari li accendi quando l'energia è alle stelle ma il sistema produttivo è ancora allegro e il mercato immobiliare pure e alzare i tassi è l'unico modo per contenere il mostro inflazione. Ma se poi li spegni e non ti accorgi che forse continuare ad annunciare rialzi, magari a prescindere, non è un buon affare, perché l'energia è calata e c'è appena un pizzico di ripresa. Se siamo in galleria, tenere i fari accesi serve ad uscirne se no è molto più difficile. Ma per tutti, non solo per me che vivo in un Paese ad alto debito, non freddo e non frugale e che ha smesso, almeno al momento, di fare il fanalino di coda. Per favore, cara BCE, ascolta Panetta. Saluti, cordiali.























