Beh avevamo parlato negli ultimi giorni delle frizioni tra l'Italia e l'Unione Europea, se ne aggiunge un'altra per la quale parlare di frizione è forse sminuirne l'importanza. Il Parlamento Europeo ha votato per acclamazione, cioè con un orientamento delle alzate di mano così evidente che non c'è stato bisogno di contare i voti, un emendamento che invita il Governo italiano a revocare immediatamente la decisione sullo stop alle registrazioni delle adozioni da parte di coppie omogenitoriali. L'ha presentato Renew Europe, i liberal macroniani diciamo, e l'ha appoggiato la Sinistra, lo hanno appoggiato i Democratici, i Verdi e cosa che aumenta l'impatto sulla politica e sull'esecutivo italiano pure una parte importante del PPE, i popolari scandinavi, i portoghesi, i tedeschi più importanti e numerosi hanno certamente dato una mano all'esito del voto, lasciando libertà di coscienza. Forza Italia ha votato contro, quindi ha dato ragione al Governo italiano, forse trascurando altre ragioni che pure sono nel dna di un partito che si è sempre definito il liberale. Interventi così puntuali del Parlamento Europeo sui diritti se ne ricordano pochi, quelli recenti su Polonia e Ungheria, non a caso Paesi con a capo Governi considerati da quello italiano politicamente vicini. C'è evidentemente un comune sentire che però il Parlamento Europeo valuta negativamente. Quando si parla di scarsa rappresentanza delle istituzioni dell'Unione rispetto ai popoli dei 27 le assise di Strasburgo fanno eccezione però, i parlamentari sono eletti a suffragio universale, quindi rappresentativi per definizione anche se è vero che questo Parlamento è nell'ultima parte del suo mandato. E sempre a proposito di rappresentanza, è lecito dubitare che le posizioni del Governo o di alcuni suoi ministri sulla registrazione dei figli di coppie non etero, siano rappresentative di una sensibilità maggioritaria nel nostro Paese. Se non costasse così tanto un referendum sull'argomento sarebbe interessante.























