Sono ore di grande tensione intorno al conflitto in Ucraina non solo perché in quella terra martoriata da una guerra decisa per volontà di uno continuano morte e distruzione. La tensione cresce perché cresce la densità degli eventi e delle persone che si muovono su quel palcoscenico e più in generale, in quella trama. Tutto molto ravvicinato, tutto maledettamente importante, e tutto vicino a noi, come non succedeva da tanto tempo; come nell'ABC del nucleare, guarda un po' la densità. Aumenta il rischio. Questa densità è sotto gli occhi di chiunque. Biden a Kiev, Meloni a Varsavia, Meloni a Kiev, Biden a Varsavia. Il capo della diplomazia cinese che parla con tutti, prima in Europa e poi a Mosca, e poi i discorsi, il tono delle parole che si pronunciano: sempre alte, sempre dense. Apparentemente più moderate quelle cinesi ma sempre pronte a pungere come velenosi scorpioni. La retorica di Putin, banale e attesa nel suo essere insieme ambigua e minacciosa, sempre e comunque anche, e soprattutto, quando parla di armi nucleari. E la retorica americana sul mondo libero, sull'impero del bene che torna e si impone quasi come bandiera di tutto l'Occidente. E tutto questo, parlare di armi, del loro proliferare, della loro fornitura, unico modo per fermare la guerra, senza nessun Kubrick che inventi un Dottor Stranamore per farci su almeno un po' di ironia. L'Italia ha deciso da tempo con chi stare e anche come starci. Lo ha ribadito Meloni. Siamo con Kiev a 360°, le parole di Berlusconi imbarazzanti sono uno sfondo sbiadito, dopo le ultime ore. Le parole pronunciate dalla Presidente del Consiglio in Polonia suonavano così in estrema sintesi: l'Europa è delle Nazioni, deve pensare alla guerra e alla difesa e non alle concessioni balneari. In effetti, in queste ore le piccole cose appaiono piccole ed alcune parole incomprensibili. Ieri, Elly Schlein che potrebbe guidare fra una settimana il più importante partito d'opposizione, ha detto che lei è una pacifista che non bisogna aspettare che si scarichi l'ultimo fucile per fare la Pace, ma che lei voterà per l'invio a Kiev delle armi finché sarà necessario. Chissà che vuol dire. La densità, questa densità esige posizioni chiare, ma va maneggiata con estrema cura. La guerra è ancora locale, il conflitto già mondiale ed il rischio è enorme.























