La regola del gioco, intervista doppia a D'Incà-Giorgetti

22 gen 2020

“Proporzionale, diciamo che anche quello che è uscito successivamente all'accordo, dopo la riduzione del numero dei parlamentari all'interno della maggioranza con un lavoro impegnativo, ma che ha visto una maggioranza unita”. “Sicuramente per un sistema di tipo maggioritario perché è l'unico che permette a questo Paese di avere un Governo che governa, almeno per 5 anni può in qualche modo fare le politiche per cui il popolo ha votato”. “Molto positiva perché ha la possibilità di portare anche una certa comunicazione diversa all'interno della dialettica politica e poi chiaramente ad una soglia di sbarramento al 5 %, una possibilità di poter essere rappresentati, un diritto di tribuna anche per chi riesce ad avere in due regioni 3 quozienti pieni in 3 circoscrizioni. Quindi permette di poter avere rappresentanza ma anche di mettere una soglia”. “Penso che sia una proposta che la maggioranza di Governo ha concepito per impedire all'Italia di avere un Governo stabile, un Governo forte che possa prendere decisioni impegnative, e credo che sia il frutto della paura che Salvini possa vincere le elezioni, ma Salvini se vince le elezioni le vince perché il popolo lo vota, non perché c'è una legge elettorale di un tipo o di un altro.” “Dipende se all'interno del proporzionale inseriamo una soglia di sbarramento, come abbiamo fatto al 5 %, questo chiaramente semplifica. Dall'altra parte il maggioritario nel nostro Paese non ha avuto successo, ce lo possiamo dire tranquillamente, anzi ha prodotto spesso e volentieri poi un'iniziale divisione in due gruppi politici, cosa che oggi non c'è più, in due posizioni, in un bipolarismo che, di fatto, non ha funzionato”. “Il proporzionale fa in modo che tutti corrono per conto proprio cercando di massimizzare la propria posizione, quindi litigando anche in campagna elettorale e rendendo molto difficile poi la formazione di coalizioni. Non solo, questa frammentazione poi viene replicata per i 5 anni successivi, per cui diciamo così, all'interno del Parlamento possono nascere maggioranze di tutti i tipi, cambiando completamente fronte e questo i cittadini non lo capirebbero”. “Germanico mi sembra adatto a quello che è in questo momento il nostro Paese. Lo ripeto ancora una volta, semplifica, permette anche di avere una comunicazione che oggi è una delle cose importanti della politica, certe volte anche di più dei contenuti, e io di questo assolutamente non sono contento, però permette anche di parlare in un altro modo e di dialogare tra le forze politiche in un modo più mite, più moderato, ne abbiamo assoluta necessità”. “Io sceglierei il Mattarellum, ma anche per un altro motivo, perché non c'è niente da inventare, è già stato sperimentato, ha funzionato, ha vinto Prodi, ha vinto Berlusconi, ha vinto una volta la destra, una volta la sinistra, quindi sostanzialmente non andiamo verso l'ignoto, ma qualcosa che è già conosciuto e in base all'esperienza ha funzionato”. “Credo che vi è stato è un errore gravissimo, quella di fare la legge elettorale contro qualcuno, cosa che invece questo Governo non vuole fare, questa maggioranza soprattutto non vuole fare, ed è per questo motivo che la legge elettorale è stata fatta all'interno di un percorso più ampio nel 2020, appunto verrà chiusa nel 2020, quando invece si andrà ad elezione nel 2023, quindi non si fa una legge elettorale contro qualcuno, ma si fa una legge elettorale per il bene del Paese”. “Tutte le maggioranze al potere vedendo all'orizzonte la sconfitta hanno provato ad immaginare, a provare una legge elettorale cucita su misura come un sarto rispetto i propri interessi. Normalmente questo... si è arrivati ad un tentativo strutturato perché le leggi elettorali si sono sempre ritorte contro chi in qualche modo le ha concepite e votate”. “In questo momento abbiamo identificato un percorso, credo che sarà il Parlamento a decidere i passaggi successivi. È chiaro che oggi giorno abbiamo presentato come maggioranza questa proposta di legge e credo che di fatto debba essere rispettata. Poi ripeto ancora una volta, sarà il Parlamento a decidere”. “Potrebbe essere un punto di compromesso, perché lo scopo finale di ogni legge elettorale, e lo ribadisco, è quello sì di garantire la rappresentanza ma soprattutto la governabilità, cioè la possibilità per gli elettori di scegliere un Governo, scegliersi un Governo, sapere che quello è il Governo che ha vinto la sera stessa le elezioni e soprattutto poi darà questo Governo la possibilità di poter operare per 5 anni. Dopo 5 anni dai la possibilità agli elettori di valutare se hanno fatto bene o hanno fatto male ed eventualmente di cambiarlo.”

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