Lo stallo della crisi di governo

18 ago 2019

Lo stallo nella crisi prosegue fra scambi di accuse anche a tinte forti, specie da parte dei 5 Stelle verso Salvini, tacciato ormai di traditore, responsabile di tutte le prossime sventure del Paese, e apparenti segnali di pace invece mandati da Salvini ai 5 Stelle. Apparenti perché qui dichiaro c'è ben poco, perfino per parte degli stessi protagonisti, visto che nella Lega c'è chi non comprende del tutto le mosse del capo e nei 5 Stelle c'è chi non vuole l'accordo col PD, chi lo vuole, chi non sa, chi comunque, si rimette a Mattarella. Il capo dello stato è rientrato dalle vacanze, chiede chiarezza ai partiti, proprio quella che al momento manca del tutto. In ogni caso il botta e risposta tra Conte e Salvini sul tema migranti per lo sbarco dei presunti minorenni della Open Arms, alcuni dei quali poi risultati maggiorenni. Sbarco che il ministro dell'interno ha alla fine ha accettato suo malgrado, sottolineando la sua leale collaborazione, ma anche il fatto che mentre altri cedono io non cambio idea. È solo uno dei dettagli del clima pessimo fra gli ex alleati. La Lega ha aperto la crisi di Governo in pieno agosto, mettendo così a rischio i conti pubblici e determinando il possibile aumento dell'IVA. Vedremo allora settimana prossima se avranno il coraggio di votare contro il Presidente Conte, impedendo così il taglio di 345 parlamentari. Intanto nel PD c'è Renzi, che insiste col Governo istituzionale, tutti dentro, contro Salvini, e c'è Zingaretti, che dopo avere detto "no" ora è meno perentorio e comunque, cerca di tenere il partito compatto. Con le carte ancora coperte. L'ex Ministro Calenda ai nostri microfoni attacca Renzi. Ricordo che quindici giorni fa, quando Franceschini disse parliamo coi 5 Stelle, Renzi li si scagliò contro dicendo vuoi perdere la poltrona. Lo insultò in tutti i modi, ripeto, già si parlava di crisi di Governo. Il venti è molto vicino, l'attesa per le dichiarazioni di Conte in Senato, e tutto quello che ne conseguirà continua a crescere.

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