M5S, Stati generali: limite due mandati e organo collegiale

23 nov 2020

Tra riforme e al palo e riorganizzazione interna del movimento 5 stelle, la maggioranza di Governo vive nuovi momenti di tensione, il tavolo chiamato ad armonizzare il sistema istituzionale con avvenuto taglio dei parlamentari si discute, tra le altre cose, di legge elettorale e superamento del bicameralismo perfetto, si risolve in un nulla di fatto con Italia Viva che spinge per riforme ampie e il Pd che chiede il rispetto dei patti e i 5 Stelle che denunciano fughe in avanti. Questo mentre proprio il movimento è impegnato a rilanciare la propria azione, la transizione organizzativa dovrà passare per il voto sulle nuove regole definite agli ultimi stati generali. Un documento di sintesi che prevede una nuova leadership collegiale, la possibilità di alleanze solo in casi eccezionali, dopo un voto interno e con priorità per liste civiche, una carta dei valori, nuovi meccanismi di merito nella selezione dei candidati e la conferma del limite dei due mandati, tutto da sottoporre al voto degli iscritti sulla piattaforma Rousseau. Il capo politico Crimi guarda quindi alle prossime tappe decisive di quello che sarà un movimento 2.0 che però dovrà anche risolvere la querelle in corso con Casaleggio, disciplinando, operazione non semplice, i nuovi rapporti economici e politici con l'associazione Rousseau. Rapporti che dovrebbero passare, stando al documento, da uno specifico contratto di servizio che definisca servizi, ruoli e doveri reciproci per la piattaforma web. Intanto il ministro degli esteri quanto un retroscena su un possibile suo abbandono del movimento per iniziare la nuova avventura smentisce parlando di fake news, movimento che però registra un nuovo addio, la deputata Elisa Siragusa, passa un gruppo misto, parlando di gestione disastrosa da parte dei vertici.

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