Maggioranza, dopo l'Umbria tensioni sulle alleanze

30 ott 2019

Il pessimo risultato in Umbria per la coalizione di Governo produce risultati diversi nei quattro partiti di maggioranza. Se Italia Viva prende di fatto le distanze dall'accordo per le prossime regionali e i 5 Stelle sembrano addirittura chiudere del tutto, il PD e Articolo 1 invece lo rilanciano. Nicola Zingaretti avverte: o si riscopre uno spirito comune o i motivi stessi di questo Governo vengono meno e non si può andare avanti. È lo spettro delle elezioni anticipate che il Segretario del PD fa balenare, mentre di pari passo continua a lavorare a un sistema largo di alleanze in grado, secondo lui, di contrastare l'onda della Destra, che potrebbe investire anche l'Emilia-Romagna. E i messaggi dal suo partito continuano ad essere di questo tenore: “Non c'è nessun automatismo, non credo che ci debba essere nessun automatismo, però penso anche che sia un errore dare, come dire, per scontato il fatto che non si va insieme sulla base di un pregiudizio, perché se si insinuano i pregiudizi non si... rischiano di non fermarsi a livello regionale”. Il capo politico dei 5 Stelle, alle prese con crescenti difficoltà interne, assicura di non sentirsi insidiato dal Premier Conte, ma cerca di rilanciare l'identità dura e pura di un movimento che respinge le alleanze. “Siamo passati dal mai col Movimento 5 Stelle, adesso alleanza strutturale col Movimento 5 stelle. Io dico soltanto che in questi giorni ho fatto incontri con i rappresentanti del territorio, per esempio di regioni come la Calabria, l'Emilia-Romagna, che stanno per andare al voto alle elezioni regionali, ho sentito tanti attivisti, tante persone sul territorio e non c'è la volontà di fare alleanze strutturali col Partito Democratico”. Sintomo delle tensioni del Movimento anche l'impasse sull'elezione del Capogruppo alla Camera, già fallita due volte.

pubblicità
pubblicità