Maggioranza fredda su Piano Colao

10 giu 2020

Nel menù degli stati generali dell'Economia su cui lavora il Presidente del Consiglio Conte che dovrebbero cominciare venerdì il piano Colao, rischia di essere tutto fuorché il piatto forte. La consigliere economica di Palazzo Chigi, Mazzuccato, non lo ha firmato. Il Pd rivendica la primazia della politica. Ok i tecnici, insomma, ma scegliere deve essere chi ha i voti. La maggioranza in questo caso, che sembra averlo accolto con freddezza. La parte sullo sviluppo sostenibile, sulla parità di genere che, benché il Sud, il Mezzogiorno non sia così tanto presente in questo piano quei due obiettivi in realtà riguardano proprio le prospettive di sviluppo del Sud. Per il Movimento 5 Stelle la priorità sono le esigenze dei cittadini. Per questo da lunedì partiamo con un tour virtuale. Parleremo degli 80 miliardi già stanziati dal Governo e degli investimenti in nuove tecnologie e in uno Stato con meno burocrazia. Il cammino verso gli Stati generali è costellato poi di tornanti pericolosi. C'è un pezzo di Stato che rema contro le riforme e contro il Governo. Palazzo Chigi in serata ha smentito nella maniera più categorica che queste parole siano mai state pronunciate dal Presidente del Consiglio Conte, così come riportato da diversi organi di stampa. Chigi definisce poi inesistenti anche gli attriti col ministro dell'economia Gualtieri. In questo clima, Conte lavora agli Stati generali che dovrebbero cominciare venerdì con il faccia a faccia con le opposizioni. Mi pare che insomma questa task force abbia lavorato in maniera assolutamente, totalmente scollegata dal Governo e quindi non si capisce bene in forza di cosa sia nata, in forza di cosa abbia lavorato e che fine farà il lavoro fatto. Se anche le task force nominate da Conte danno ragione alla Lega, vuol dire che le nostre idee fanno bene all'Italia. Pace fiscale per tutte le tasse del 2020, sblocco dei cantieri e azzeramento del codice degli appalti, flat tax per famiglie e imprese e taglio della burocrazia. Sabato, poi, dovrebbe essere il turno del confronto con l'Europa con Ursula von Der Layen, poi le parti sociali. Il segretario del Pd Zingaretti manda un altro segnale al Presidente del Consiglio. "Per andare avanti", dice "bisogna essere concreti e senza pigrizie".

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