Manovra, alta tensione in maggioranza su tasse e Conte

02 nov 2019

Con il via libera della Ragioneria dello Stato, altresì detti in gergo "bollinatura", La manovra si appresta ad arrivare in Parlamento, anticipata da una serie di botta e risposta, tutti interni alla maggioranza. In particolare sulle nuove tasse o microtasse, come vengono chiamate, ma come non sembra vengano percepiti dal pubblico, almeno guardando i sondaggi e sicuramente sentendo Matteo Renzi, che infatti le osteggia e ne promette modifiche alle camere. Oggetto delle critiche in particolare Sugar tax, Plastic tax e tassa sulle auto aziendali. Caso tutto politico quindi, con una delle forze di maggioranza, appunto Italia Viva, che attacca la parte fiscale della manovra fatta dal Governo che lei stessa sostiene, usando magari toni diversi, ma argomenti molto simili a quelli dell'opposizione di centrodestra, oltretutto, richiamato per così dire all'ordine da una serie di reazioni in particolare del PD, Renzi ribadisce: "essere contro le tasse non è essere contro il Governo, ma piuttosto aiutarlo". Non la vede così il ministro della cultura Franceschini, che lo avverte: "attenzione, questo è il solo Governo di centrosinistra possibile, se cade si va a elezioni". Stesso avvertimento molto irritato dal Movimento 5 Stelle e questo perché fra le varie cose Renzi ha anche messo in discussione non tanto velatamente il ruolo del premier di Conte, assicurando comunque, di nuovo, che non sarà certo lui a far cadere un Governo che ritiene necessario al Paese per salvarlo dalle destre che potrebbero eleggere un capo dello Stato sovranista. Destra che al momento con la Lega si concentrano sulla stroncatura di questo esecutivo, definito di "bugiardi e ladri di lavoro e futuro, visto che", attacca Salvini, "sono quasi 6 i miliardi presi in questa manovra a partite IVA, artigiani, piccoli imprenditori.".

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