Marcucci (Pd): capigruppo per decidere passaggi della crisi

12 ago 2019

“Andrea Marcucci è il Capogruppo del PD al Senato. Si sta allontanando l'ipotesi di un governo, all'interno di questa legislatura, con l'appoggio del PD o la partecipazione del PD, che è un'idea renziana?” “Io intanto sto andando ad una Capigruppo dedicata perché c'è in corso una forzatura inaudita da parte del Ministro Salvini che vuole dettare l'agenda al Parlamento e anche il Presidente della Repubblica. Avremo una Capigruppo per decidere quali saranno i passaggi. Ci risulta che ci sia una richiesta formale da parte del Presidente Conte di venire a riferire al Senato e alla Camera dei Deputati. Credo si debba partire da lì. Da quel momento in poi si aprirà la crisi. Spetterà al Presidente della Repubblica gestirla e noi saremo disponibili a capire quello che succede e quali sono le condizioni in generale. Se ci sarà l'opportunità di fare un governo istituzionale di scopo, balneare, che ci accompagni alle elezione non lo so, lo verificheremo in quel momento. Certamente non possiamo pensare che sia Salvini, Ministro dell'interno, a gestire le prossime elezioni”. “Però in questi giorni si è parlo di un PD spaccato, della componente renziana che vuole imporre una scelta comunque difficile”. “Io vengo da una riunione con il Segretario Zingaretti e il Presidente Gentiloni, abbiamo concordato i passaggi che ci saranno a breve e le nostre posizioni. Sinceramente non ho questa percezione. Io credo che il Partito Democratico abbia a cuore il futuro dell'Italia, del nostro Paese, della nostra comunità nazionale e mi sembra che Salvini abbia solo a cuore il proprio tornaconto e quindi questo lo dobbiamo senz'altro impedire”. “Non c'è una chiusura a nessuna ipotesi?”. “Oggi non ci sono reali ipotesi perché le ipotesi nasceranno nel percorso parlamentare e istituzionale, nella gestione della crisi. Le verificheremo e le verificheremo, appunto, avendo la barra dritta nel rispetto dell'interesse del nostro Paese”. “Non conviene a tutti avere una calendarizzazione certa già da domani? Perché parlate di forzatura?”. “La forzature è perché convocare domani l'Aula e il dibattito sulla crisi è inaudito, sono impensabili Aule chiuse. Ci sono dei tempi che sono necessari. Io credo che, come prescrive la Costituzione, se c'è la richiesta del Presidente del Consiglio di venire a riferire, la priorità debba essere data a quella. Lui ci darà le sue disponibilità e il Parlamento sarà disponibile da subito ad aprirsi per ascoltarlo. Questa sarà la nostra posizione”.

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