Mattarella e i grandi leader della Terra

19 dic 2021

Dall'amico Steinmeier e quelle scuse tedesche al popolo italiano a Sant'Anna di Stazzema, alle distanze sui dazi americani con Donald Trump. Dalle repliche alle gaffe di Boris Johnson alla riconciliazione con la Francia di Macron. Sono solo alcuni dei momenti vissuti nei sette intensi anni al Colle di Sergio Mattarella, che ha inevitabilmente fatto della sua azione diplomatica uno dei pilastri del suo mandato. Già perché l'Italia si tiene insieme dall'interno stemperando le tensioni politiche, ma anche e soprattutto guardando all'esterno. "............" "Lui è diventato per tante cose il mio modello". C'è la difesa dell'immagine del Paese come quando all'indirizzo del Premier britannico Johnson e delle sue gaffe nei nostri confronti manda a dire che l'Italia è libera ma anche seria. C'è la difesa dell'interesse nazionale come nella piccata replica alla governatrice della BCE Lagarde che con una sua affermazione affrettata aveva gelato l'Italia frenando ogni ipotesi di riduzione dello Spread in piena crisi pandemica ed economica. Quanto fatto dall'Italia sarà utile a tutti, nel contrasto al Coronavirus ci si attende solidarietà non ostacoli, le sue parole. E così per la reputazione delle Forze Armate e della politica estera quando ricorda le numerose missioni militari di pace nella secca risposta all'allora Presidente americano Trump che chiedeva una maggiore spesa in ambito NATO. O quando tiene testa a Putin nel 2017 a Mosca sulla crisi siriana. Ma anche diplomazia e attenzione alla geopolitica nel 2016, sempre alla Casa Bianca da Obama, pone con forza la questione libica e la necessaria tutela americana di fronte alle incursioni francesi e britanniche. Tra i grandi della terra un posto privilegiato è per Papa Francesco in un rapporto quasi simbiotico per la sintonia sui temi della solidarietà, dell'accoglienza, dell'emergenza migranti. Diplomazia e interesse del Paese come con la Francia di Macron, dopo il momento di maggiore difficoltà nei rapporti tra Roma e Parigi a causa delle incomprensioni diplomatiche con Lega e 5 Stelle nei mesi del Governo Conte uno, prima sblocca l'empasse con una telefonata, poi con quello che nel maggio 2019 fu definito l'incontro della riconciliazione nella Loira per i 500 anni dalla morte di Leonardo, passando per l'ultima visita di stato a Parigi lo scorso luglio fino alla firma del trattato del Quirinale.

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