Sesta missione nell'africa subsahariana per Sergio Mattarella. Dopo Camerun, Etiopia, Gambia, Angola e Mozambico è la volta del Kenya, pilastro della stabilità sociale e politica non solo nell'area orientale, ma in tutto il continente. Paese più che vivace, da un punto di vista economico e quanto a ricerca e tecnologia, anche grazie alla partnership italiana. Con i suoi 55 milioni di abitanti e la sua posizione geografica rappresenta una piattaforma naturale per le aziende straniere alla ricerca di un punto di accesso alla regione. La visita del Capo dello Stato vuole di fatto riaffermare l'attenzione del nostro Paese per il continente. Partner indispensabile per Italia e Unione Europea, continente dei flussi migratori continente a cui si guarda per energia, gas e materie prime. Mattarella ricorda, in conferenza stampa con presidente keniota Ruto, come sia necessario sul tema immigrazione un forte impegno europeo. "È affrontabile soltanto con una con una congiunta, lucida, ben organizzata, azione europea che l'affronti in maniera, in maniera sistemica questo grande problema epocale che si presenta." Ma c'è molto ambiente nei colloqui ufficiali a cominciare dai mutamenti climatici, duole che alcuni paesi vogliano rinviare il problema ad un secondo tempo, che non c'è, spiega con rammarico. C'è il tema della siccità, vera piaga nel Paese africano, è problema che da anni ormai riguarda anche l'Italia già impegnata su questo con il Governo. "La siccità crea in molte regioni del mondo, diverse parti del mondo, una crisi alimentare che spinge ulteriormente per i fenomeni migratori." Uno sguardo al futuro quindi, quello del Presidente della Repubblica. Sergio Mattarella riporta dunque politica e istituzioni italiane nel continente africano sul quale tutti concordano che sia necessario più impegno. Migrazioni, materie prime, gas, energia, ma serve innanzitutto cooperazione allo sviluppo.























