Le vicende internazionali e quelle nazionali, due ambiti interconnessi con una reciproca influenza, per questo valori sociali come quello della solidarietà sono fondamentali per la convivenza. È un no a ogni forma di violenza quello che arriva dal Capo dello Stato nel corso della cerimonia di consegna delle insegne di Alfiere della Repubblica. Il no all'aggressione russa in Ucraina, il no agli episodi di sopraffazione, da ultimo quello davanti a un istituto scolastico di Firenze. Trenta ragazzi premiati al Quirinale nominati perché si sono contraddistinti per episodi di valore civile e sociale come l'aiuto e l'accoglienza ai coetanei ucraini, in fuga dalla guerra. "Non si vedeva una guerra con cui uno Stato aggredisse un altro Stato per conquistarne territori, dagli eventi drammatici che hanno preceduto e condotto la Seconda guerra mondiale". La solidarietà per la pace è il tema prevalente che ha ispirato le scelte, "Non sono casi isolati" ha ricordato Mattarella davanti ai tanti studenti presenti, spesso però arrivano anche notizie negative come nel caso del pestaggio avvenuto davanti a una scuola di Firenze con tutta una serie di polemiche poi scaturite e che hanno visto protagonisti anche la preside di un liceo e il Ministro dell'Istruzione, presente alla cerimonia del Quirinale. "Vi sono episodi di violenza contro i quali però la vera diga è fatta, oltre naturalmente dagli interventi delle pubbliche autorità, ma è fatta in maniera prevalente soprattutto dai comportamenti positivi". Ma l'Italia dei giovani è molto di più, è molto meglio. Come quella di Aniello, diciannovenne che affronta la malattia che lo ha colpito da bambino e ancora William, il postino bambino che consegnava i compiti a domicilio ai compagni malati di Covid. "La solidarietà da vivere insieme agli altri è il vero antidoto contro la violenza", rimarca il Capo dello Stato perché indica dice, un modello di vita che si contrappone a quello delle sopraffazioni.























