La lettera con cui Sergio Mattarella accompagna la promulgazione del decreto milleproroghe presenta più di un richiamo e molti rilievi, in generale sul modo di legiferare da tempo divenuto prevalente, cioè quello della decretazione d'urgenza con poi emendamenti in Parlamento, in particolare sulle norme sui balneari, contenute in questo decreto, che stigmatizza nel merito e nel metodo. La proroga delle concessioni fino a tutto il 2024, quindi il posticipo della messa a gara pubblica voluto dall'Europa, era stata oggetto di un acceso confronto politico nella stessa maggioranza, a insistere per l'inserimento delle norme, durante il passaggio al Senato, Forza Italia e la Lega. Le perplessità del Colle, di cui si era parlato nelle ultime ore, si sono dunque fatte concrete, con la lettera in cui si sottolineano i molteplici profili critici di norme che Mattarella definisce incompatibili con il diritto europeo e in contrasto con le ultime sentenze del Consiglio di Stato. E il capo dello Stato va anche oltre, chiarendo di avere firmato questo decreto solo per evitare che tante altre disposizioni potessero venir meno, in vista della vicina scadenza. E quindi invita Governo e Parlamento a provvedere in fretta a ulteriori necessari interventi. A questo punto da fonti di Palazzo Chigi arriva la garanzia che sui rilievi del Presidente della Repubblica, ci sarà l'attenzione e l'approfondimento dell'esecutivo nel confronto con le forze parlamentari, fra le quali forze intanto, quelle di opposizione hanno già immediatamente mostrato la soddisfazione per i rilievi del Colle e fatto arrivare una pioggia di critiche al Governo, che secondo il PD deve scusarsi e tornare in Parlamento aprendo un vero confronto.























