Mattarella: virus non ci divida, fronte comune contro nemico

17 nov 2020

Il pluralismo e l'articolazione delle istituzioni repubblicane sono e devono essere moltiplicatori di energie positive, ma questo viene meno se nell'emergenza ci si divide. Dobbiamo far ricorso alle nostre capacità e al nostro senso di responsabilità per creare convergenze e collaborazione tra le forze di cui disponiamo perché operino nella stessa direzione anche con osservazioni critiche, sempre utili, ma senza disperderle in polemiche scomposte o nella rincorsa illusori vantaggi di parte. A fronte di un nemico insidioso che può travolgere tutti, la libertà rischia di indebolirsi. Quando si abbassa il grado di coesione e unità tra le parti, è questa la prima responsabilità delle istituzioni democratiche a tutti i livelli. È questa la lezione che la pandemia ribadisce con durezza. Vorrei parlare anche di un altro aspetto di questa dialettica che talvolta può rimanere in secondo piano. Quel che ciascuno di noi cittadini può e deve fare per la sua comunità. Vi sono norme, le ordinanze, le regole dettate e applicate dalle istituzioni, ma insieme è necessario l'impegno convinto di ciascuno di noi. La responsabilità personale che in larga misura abbiamo apprezzato nei mesi scorsi. Dobbiamo tutti adottare i comportamenti di prudenza suggeriti, le mascherine, igiene, distanziamento, la scelta di fare a meno di attività ed incontri non indispensabili, non per imposizione, non soltanto per suggerimento o per disposizione delle pubbliche autorità, ma per convinzione, liberi, e per questa ragione appunto, responsabili con senso di responsabilità verso gli altri e anche verso se stessi. Per convenienza, se non si avverte il dovere della solidarietà. Nessuno si lasci ingannare dal pensiero "a me non succederà". Questo modo di pensare si è infranto contro casi innumerevoli di disillusione di persone che la pensavano così e sono state investite dal Coronavirus. Abbiano dovuto e tutt'ora purtroppo dobbiamo piangere la morte di tante persone di ogni età, anche tra i giovani e non dobbiamo dimenticarcene per rispetto nei loro confronti. In quest'occasione desidero dunque rivolgere questa volta attraverso i sindaci, un nuovo appello ai nostri concittadini, perché ci si renda conto tutti della gravità del pericolo del contagio che sta investendo l'intera umanità ovunque, mettendo in difficoltà e bloccando la normalità della vita in gran parte dei Paesi e in tutti i contenenti.

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