Mediaset, emendamento antiscalata e prove di dialogo in Aula

11 nov 2020

Prove di confronto in corso: da un lato le parole di Antonio Tajani: "la collaborazione sia vera, la manovra venga scritta insieme", e l'idea dell'ex ministro Brunetta di una bicamerale leggera per tradurre in pratica l'appello del capo dello Stato all'unità nazionale, dall'altro il segretario del Pd Zingaretti, che benedice il dialogo con l'opposizione. È molto importante che in questo momento storico, anche nella dialettica politica maggioranza e opposizione politica trovino le forme e i modi per collaborare. La presidente del Senato Casellati aveva già invitato i Presidenti di commissione alla collaborazione, provando, insieme al Presidente della Camera Fico, entrambi ricevuti nei giorni scorsi al Quirinale, a tirare le fila del confronto in aula che sembra partire pur tra le difficoltà interne al centrodestra, alle prese con diverse visioni strategiche. Differenze, come nel caso del cosiddetto emendamento anti scalata. Una proposta di modifica al decreto legge Covid che riguarda le società di telecomunicazione, ma forse molto di più in termini politici. La norma alla luce della sentenza della Corte Europea sul contenzioso Mediaset Vivendi prevede che per 6 mesi l'Agcom sia tenuta ad avviare un'istruttoria nel caso in cui un soggetto operi su più mercati, violando di fatto il limite delle concentrazioni e le regole del pluralismo. Un aiuto al sistema Italia in questo caso potenzialmente sotto attacco. Un sostegno nello specifico al gruppo televisivo del Cavaliere in odore di scalata, seppur poco probabile, da parte dei francesi di Volloré. Emendamento che apre la strada alla revisione della legge Gasparri, fin qui la parte giuridica c'è poi però quella politica. Nulla a che fare direttamente, certo, ma appare chiaro che pur si tratta di un passaggio non ostile al Cavaliere. Tutt'altro. E allora la notizia del giorno forse non è tanto il via libera della maggioranza, pentastellati inclusi, quanto il no della Lega che in Commissione Affari Costituzionali, vota contro, voto poi seguito da un cambio di registro ed una precisazione: Mediaset è una grande azienda italiana che va tutelata, a prescindere dalle simpatie politiche o partitiche. Per dare fiducia sul fatto che arriverà in quest'aula questa riforma, noi ci asterremo. Non manca l'irritazione degli azzurri. Sullo sfondo le parole di Berlusconi che a più riprese ha chiesto un vero confronto in Parlamento, voti non per il governo ma per il Paese.

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