Atterra a Varsavia poco prima del presidente americano Biden e di rientro da Kiev dove invece Giorgia Meloni arriverà nelle prossime ore. Essere da Zelensky non è solo il rispetto di un impegno preso ma anche la volontà di dimostrare che l'Italia c'era un anno fa, c'è oggi e ci sarà domani. La premier in Polonia incontra sia il primo ministro Morawiecki che il presidente Duda, questo paese per la Meloni vale tanto non solo perché è della stessa famiglia politica, quanto perché in questo anno di guerra, è diventato simbolo ed avamposto dell'impegno Euro- Atlantico. Per la Premier è ancora di più è il confine morale dell'Occidente che deve essere protetto così come deve essere difesa Kiev. "Il governo polacco e voi sapete quanto l'Italia sia stata decisa a sostegno dell'Ucraina dall'inizio dell'invasione, ci siamo stati con il sostegno finanziario, militare, umanitario, civile a 360 gradi l'Ucraina sa di poter contare su di noi e la Polonia sa di poter contare su di noi." A Zelensky confermerà quindi l'aiuto trasversale dell'Italia a fare tutto ciò che serve, tanto sul piano militare muovendosi di pari passo con gli alleati quanto sul piano diplomatico. Parole che servono anche a silenziare il distinguo degli alleati e a rimarcare che il suo governo parla con atti concreti, come quello di visitare le zone devastate dalla violenza russa. Altrettanto concreta dovrà essere l'azione per riformare l'Europa, non faccio a Bruxelles ciò che Roma e Varsavia possono fare da sole. Migranti e profughi non devono essere confusi sugli aiuti, serve equilibrio. "Il tema di competitività ad esempio, noi ci rendiamo conto di come l'Unione Europea abbia bisogno oggi di misure molto concrete per aiutare le sue aziende che non possono favorire qualcuno a discapito di qualcun altro se alcuni chiedono un allentamento delle norme sugli aiuti di Stato è bene che questo non produca una distorsione del mercato interno". Anche su questo con la Polonia l'asse totale, Francia e Germania sono avvertite.























