"Abbattere il tetto di cristallo non vuol dire arrivarci, vuol dire dimostrare di saper fare bene". A dirlo è la prima donna Presidente del Consiglio nella storia della Repubblica, Giorgia Meloni. Che ha sempre sentito su di sè, nella sua trentennale carriera politica, racconta, lo sguardo sfiduciato del pregiudizio maschile. "Qualsiasi cosa io abbia fatto nella mia vita, i più hanno scommesso sul mio fallimento. C'entra il fatto che fossi una donna? Probabilmente sì. Voglio dire alle donne di questa Nazione che il fatto di essere sempre o quasi sempre sottovalutate è un grande vantaggio. Perché sì, spesso non ti vedono arrivare". La Meloni non crede alla quantità come risposta per la sfida femminile e alle donne chiede non di accettare, ma di pretendere. E lancia un nuovo obiettivo. "Quando avremo il primo amministratore delegato di una società partecipata statale donna. Perché, ve lo dico, ve lo -diciamo- annuncio, è uno degli obiettivi che mi do, credendo che il vero, diciamo, valore di una competizione ad alto livello sta nella qualità prima che nella quantità". Il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, padrone di casa, espone la fotografia di Montecitorio. "La rappresentanza femminile è tuttavia ancora minoritaria in Parlamento, la cui composizione di genere rispecchia fedelmente una società che presenta ancora delle barriere tali da ostacolare un'effettiva uguaglianza di opportunità. Abbattere queste barriere è innanzitutto un'esigenza etica". Ed è proprio a lui che si rivolge la Meloni quando dice che al posto di quel tetto di cristallo oggi c'è una fotografia. Ma ce n'è un altro da abbattere. E lo sguardo sembra volgere verso il Quirinale. Verso la suggestione di una donna Capo dello Stato.























