Migranti, il nuovo decreto per rimpatri più rapidi

04 ott 2019

Tempi troppo lunghi per i rimpatri e, allora, cambia il meccanismo. Presentato il nuovo decreto in materia di immigrazione, ma è solo il primo step del piano “Rimpatri sicuri”. Il prossimo sarà: implementare il fondo rimpatri, chiudere nuovi accordi con i paesi d'origine dei migranti o ratificare quelli già esistenti. Obiettivo: portare da 2 anni a 4 mesi i tempi necessari a decidere e disporre il ritorno di un immigrato nel proprio Paese. Per farlo è stato stilato un elenco di 13 paesi di provenienza considerati sicuri. “Un elenco che rappresenta il primo step di un Piano rimpatri sicuri, su cui in Italia siamo all'anno zero! Le cifre sono pressoché stazionarie, ci sono dei meccanismi di rimpatrio che non sono stati implementati in questi anni, non sono stati implementati negli ultimi 14 mesi!” Per tutti gli altri Paesi la procedura resta la stessa e quest'elenco rappresenta una sorta di scrematura immediata. Dei circa 7 mila immigrati arrivati in Italia da inizio anno, almeno un terzo - ha spiegato il Ministro degli Esteri - proviene proprio da questi Paesi. Per loro si sveltisce la procedura. Tutto questo non significa procedere a rimpatri di massa. Restano ovviamente garantite le tutele in casi di discriminazione o pregiudizio e l'onere di provare che nel proprio Paese si è a rischio grava sull'immigrato. “E, quindi, è ammesso che ci sia una procedura molto agevolata nei tempi, che, quindi, sono la metà di quelli che sono previsti per una normale procedura di protezione internazionale.” Un decreto che, secondo il Ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese, avrà effetti positivi, anche se non da subito. “Il problema dell'immigrazione è un problema complesso. Nessuno di noi ha la bacchetta magica, nel senso di ritenere che nel giro di un mese il problema si risolva.”

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