Il Governo italiano, anche con il presidente Meloni, sta facendo uno sforzo per cercare di agevolare il prestito da quasi 2 miliardi di euro del Fondo Monetario Internazionale nei confronti di Tunisi, per aiutare quel Paese da cui, stiamo vedendo, in questo momento arrivano veramente tantissime persone a causa anche della situazione interna. È questa la strada o bisogna invece ancora non aiutare un governo che sappiamo essere diventato particolarmente, autoritario con Kaïs Saïed? "No, no. È una strada obbligata. Non è la strada, ma certo è una strada. Perché qui, se la Tunisia collassa, evidentemente, non c'è più controllo e allora il problema dell'immigrazione si fa più grave. Poi, attenzione. La Tunisia era l'unico paese che, dopo la famosa primavera araba, sembrava poter stare insieme, è il fatto che vada in crisi anche la Tunisia. Per noi è un problema gravissimo, è geograficamente il Paese più vicino, un Paese in cui abbiamo tantissimi anche interessi economici oltre che, un'amicizia e una vicinanza. Poi, pensiamo bene siamo vicino alla stagione turistica. Ho paura che per la Tunisia sarà un disastro, qui la situazione economica del paese diventa ancora peggiore. Quindi, l'aiuto è indispensabile.























