Azzerare la protezione speciale per gli immigrati e rimettere indietro le lancette del tempo e della storia. Per tornare al 2018, ai decreti sicurezza, a quando il Viminale c'era Matteo Salvini e al Governo il primo Giuseppe Conte. È questo ora l'obiettivo della maggioranza, che sembra aver rotto gli indugi e ritrovato compattezza sulla linea dura. Non è un caso che sia la Lega ad annunciare, con una nota, il ritorno ai decreti Salvini, l'obiettivo è duplice: archiviare la protezione speciale e restringere il più possibile i permessi di soggiorno per calamità e per cure mediche, sarà anche più facile usare lo strumento delle espulsioni. La maggioranza ha sostanziato la sua visione in un sub emendamento unitario al decreto Cutro, che viaggia in commissione affari costituzionali in Senato, la discussione in aula dovrebbe cominciare martedì. Furiose le opposizioni, che in commissione hanno presentato circa 350 subemendamenti, per il PD lo stop alla protezione speciale è da irresponsabili. Nel pieno di questa virata decisa dalla dottrina fin qui adottata, il Ministro dell'interno Matteo Piantedosi però ammette che non esiste in Italia un allarme immigrazione e dall'altro liquida lo stato di emergenza ad un tecnicismo: "altro non è che una formula tecnica", dice, "legato alla gestione dei migranti nei luoghi di sbarco".























