Minibot, Tria dice no ma Salvini e Di Maio lo attaccano

08 giu 2019

"Si può discutere sul come farlo, ma non sul fatto che sia urgente pagare i debiti che lo stato ha con le imprese e le famiglie". È questo il messaggio che Di Maio e Salvini, stavolta allineati alla perfezione, mandano al ministro dell'economia Tria. Il custode della cassa del Governo ha già bocciato l'idea di pagare i debiti facendo nuovi debiti, così come il numero uno della BCE, Mario Draghi. "Se lo strumento per pagare le imprese non è il mini-bot", scrive di Maio con tono perentorio "il Mef ne trovi un altro. Ma lo trovi. Perché il punto sono le soluzioni non le polemiche", dice il vicepremier. Un nuovo fardello dunque sulle spalle del ministro dell'economia Tria, che in Giappone sparge ottimismo sulla capacità dell'Italia di provare il miglioramento dei conti pubblici ed evitare così la procedura per debito eccessivo. Una trattativa lunga e complessa, anche perché si intreccia con l'altra trattativa, quella per dare all'Italia un posto di peso nella nuova commissione europea. Luigi di Maio stoppa l'ipotesi del nome di Enrico Letta, il sottosegretario Giorgetti invece, ritiene che il commissario all'industria o alla concorrenza siano alla portata dell'Italia. Ora abbiamo due priorità: abbassare le tasse er rilanciare l'economia, e alzare gli stipendi con una legge sul salario minimo. Vogliamo portare queste ricette in Europa. Fatemi dire che l'Italia deve ambire ad avere un commissario UE che difenda proprio le imprese italiane. Sul tema della casella italiana all'interno del panorama europeo, il segretario del PD Zingaretti, teme che la maggioranza dirà no ad un nome condiviso, indebolendo ancora di più il nostro Paese. Sui temi economici il numero uno del PD parla così: "i mini-bot sono una grande truffa perché significa aggiungere debito a debito. l'Italia invece ha bisogno di politiche per il lavoro ,per lo sviluppo, per la crescita, per l'università, per la scuola, invece di mettere in campo queste politiche, prendono in giro le persone, glii italiani e l'Europa su queste stravaganze che servono solo a loro, per distrarre le persone. Mini-bot o meno il rilancio del nostro Paese passa necessariamente dalla crescita, quella che i sindacati, scesi in piazza a Roma, non trovano nelle scelte del Governo. Per questo chiedono un cambio di rotta radicale, a cominciare dai contratti della pubblica amministrazione non escludendo, dopo l'estate, lo sciopero generale. Non escludiamo nulla, l'abbiamo detto, noi chiediamo che si cambi la politica economica e sociale di questo Paese e sia necessaria una legge di stabilità completamente diversa da quella che è stata fatta fino ad oggi. Noi abbiamo avanzato proposte su tutto. Se il Governo continua a non ascoltarci, noi non escludiamo nulla e valuteremo tutte le iniziative sindacali da mettere in campo per ottenere dei risultati per le persone che rappresentiamo. La manifestazione è stato attraversato da una scarica di polemiche perché la Digos avrebbe rimosso uno striscione riguardante Di Maio e Salvini. La Questura ha spiegato che la scelta è stata dovuta al decoro urbano, messo a rischio da quel lenzuolo intriso di ironia sulle mura antiche del Pincio, vicino piazza del popolo. Di Maio lo ha ripubblicato sui social dicendo che mai si sarebbe sognato di chiedere di rimuoverlo.

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