Napoli, sindaco Manfredi a Sky TG24

08 ott 2021

"Prima scherzando le dicevo forse si stava meglio da Ministro, ancora lei non si è insediato ma ha ben presente quella che sarà la sfida, soprattutto la prima: quella del debito. Come si fa?" "Ma sicuramente il debito di Napoli è un debito non sostenibile solo dalla città, che si è accumulato in più di vent'anni, con poi una situazione di pre-dissesto che non ha portato nessun risultato positivo alla città, se non peggioramento dei servizi. Io credo che sia necessario un intervento centrale, ovviamente con poi dei paletti certi, chiari sul raggiungimento degli obiettivi, perché l'unico modo per poter rilanciare la terza città d'Italia e la terza area metropolitana d'Italia, ci sono quasi 4 milioni di abitanti che vivono nell'area metropolitana di Napoli e c'è necessità di più qualità dei servizi, ma soprattutto essere in grado di poter sfruttare gli investimenti del PNRR nella maniera giusta per ridurre i divari e creare sviluppo vero e lavoro vero". "Marco". "Secondo lei quali sono, visto che i soldi ci sono, anche se non sono per esempio abbastanza per colmare il divario con la Germania in termini di spesa pubblica in ricerca e sviluppo, ma comunque ne arrivano molti, quali sono adesso i problemi e le criticità oltre che le opportunità in questo settore?" "Ma ieri è stato un giorno molto importante, io sono molto felice perché ho contribuito alla costruzione della proposta, il PNRR che abbiamo fatto col Governo Conte, questa parte della ricerca scientifica e dell'università, quando io ho finito di fare il Ministro era stata già praticamente approvata dalla Commissione Europea, quindi un'impostazione che noi abbiamo dato e che poi Cristina Messa ha continuato a sviluppare, è una grande occasione per l'Italia. Bisogna dire che l'Italia deve superare un gap molto grande perché veniamo da anni di grande riduzione dell'investimento in formazione avanzata e ricerca, soprattutto la ricerca di base che poi rappresenta un po' la benzina nel motore dello sviluppo e della crescita. Però dobbiamo fare in modo che queste risorse siano spese bene, che siano spese in maniera uniforme sul territorio premiando il merito, la qualità, ma anche facendo in modo che questa sia una leva per ridurre i divari. L'Italia è un Paese straordinario che ha grandi competenze diffuse e noi dobbiamo essere in grado di coniugare eccellenza, però anche equità. Questo si può fare, io sono convinto che è un'occasione molto importante. Poi e concludo, ci sarà un'altra grande sfida, come sostenere questi investimenti dopo la fine del PNRR, perché questo significa anche un incremento di spesa corrente, questo riguarda la ricerca, l'università la scuola, ma anche gli asili nido o i trasporti. Ecco questo credo, che il tema della riqualificazione della spesa e fare in modo che poi, diciamo, i servizi per i cittadini siano equivalenti e di qualità in tutto il territorio nazionale, credo che sia la vera sfida del Paese in questo momento".

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