Nodo Aspi, Conte: i Benetton ci prendono in giro

14 lug 2020

Ad un passo dalla revoca, solo una clamorosa e repentina inversione a U del Consiglio dei Ministri potrebbe cambiare la storia delle concessioni autostradali. La sterzata potrebbe arrivare con i Benetton fuori dalla gestione di Autostrade, ma le parole di Conte dalla Germania, in questo senso, sono un solco da cui sembra difficilissimo discostarsi. C'è necessità di adottare una decisione perché ormai questa vicenda si trascina da troppo tempo e l'incertezza politica non giova né allo Stato, al concedente nè al concessore. Se ci sono ponti e questi ponti crollano, dobbiamo saper sanzionare chi è responsabile. La proposta arrivata nel weekend da ASPI è stata ritenuta insoddisfacente anche dal segretario del PD Nicola Zingaretti, che ora chiede si proceda speditamente verso una rapida conclusione. Il Movimento 5 Stelle indica l'unica strada percorribile per evitare la revoca. La società Autostrade non ha saputo garantire la sicurezza dei cittadini. Il Movimento 5 Stelle ha sempre chiesto una cosa: che chi sbaglia deve pagare. Siamo quindi per estromettere Benetton la gestione delle autostrade, oppure di avviare la revoca. Chi nella maggioranza esprime una sensibilità differente è Matteo Renzi, che chiede l'intervento della Cassa Depositi e Prestiti, dice no ad una revoca che aprirebbe un contenzioso miliardario e incertezza in Borsa, metterebbe i lucchetti ai cantieri. Italia Viva, come la Lega ritiene necessaria una verifica della Consob dopo il crollo in Borsa di Atlantia, a seguito delle parole del mattino di Conte, Matteo Salvini dalla Lega, chiede chiarezza. È una questione giuridica, non è una questione politica. Il presidente del Consiglio ha in mano uno studio giuridico, se ci sono gli estremi si revoca se non ci sono gli estremi si proroga. Non è possibile che da un anno e mezzo non abbiamo ancora deciso. Nelle stesse ore in cui si riunirà il Consiglio dei Ministri, Atlantia, la holding che controlla circa il 90% di Autostrade per l'Italia, riunirà il suo Consiglio di amministrazione. La famiglia Benetton, fa sapere che è sempre stata rispettosa delle istituzioni e la società si augura che la decisione sia basata esclusivamente su aspetti di tipo giuridico, tecnico, sociale ed economico, decisione che sembra ormai ad un passo. La strada su cui fino a ieri camminavano interesse pubblico e privato, sembra davvero sul punto di dividersi.

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