Opposizione attacca Governo, scintille tra Lega, FdI e FI

28 apr 2020

Se da una parte l'opposizione resta critica sul piano del Governo per la fase due, dall'altra le turbolenze tra gli alleati del centrodestra si fanno sentire ad alta quota. A dividere il modo di fare opposizione è l'atteggiamento da tenere nei confronti dell'esecutivo. In piazza va Fratelli d'Italia con Giorgia Meloni che ha portato i propri parlamentari e consiglieri regionali del Lazio davanti a Palazzo Chigi. Una protesta con mascherine e distanze di sicurezza per ribadire all'esecutivo: "cosi non c'è ripartenza". Siamo venuti qui a dire che non siamo d'accordo alla riapertura per settori, non siamo d'accordo a indebitare per forza la gente, che non siamo d'accordo sul fatto che la cassa integrazione non sia ancora stata pagata e tante altre cose sulle quali però vogliamo anche dare una mano a trovare le soluzioni. Chiediamo che la fase due si discuta in Parlamento, che si voti in Parlamento, che il parlamento non sia completamente esautorato e che non ci siano 4 persone chiuse in una stanza che decidono della libertà e del futuro di milioni di persone. Una mossa che Matteo Salvini non approva. "I problemi", dice "non si risolvono andando in piazza". L'obiettivo è uscire, uscire. Servirà stare giorno e notte in Parlamento? Staremo giorno e notte in Parlamento a nome vostro. A nome vostro, e ne usciremo solo e soltanto nel momento in cui voi avrete una prospettiva sicura, nel momento in cui ci saranno date certe, soldi certi, tempi certi e scadenze certe. "Voglio davvero sperare che il Governo e la maggioranza smettano di voler fare tutto da soli con cattivi risultati e comincino davvero a collaborare", sottolinea infine Silvio Berlusconi. Ma ecco che si registrano alcuni segnali di turbolenza tra Lega e Forza Italia dopo la questione spinosa dell'appoggio al MES e dopo l'annuncio degli azzurri del voto favorevole allo scostamento di bilancio proposto dal Governo. Le scintille sono le parole di Berlusconi che attacca apertamente i sovranisti dei paesi del nord Europa, "colpevoli" a suo dire, "dei ritardi con cui l'Europa ha agito in soccorso dell'Italia". Salvini non è d'accordo e senza nessun esplicito riferimento, ribatte immediatamente: "ma siamo su Scherzi a Parte? Noi siamo perché la sovranità torni ad appartenere al popolo".

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