Pd, all'assemblea nazionale si cerca il nuovo leader

07 mar 2021

Ora che Zingaretti bis sembra tramontato, le correnti del Pd devono pescare un nome che guidi il Nazareno in gran tempesta, anche se esiste ancora la possibilità che con un'investitura plebiscitaria nell'assemblea nazionale il 13 e 14 marzo, il segretario uscente torni da salvatore della patria con la benedizione di base riformista, la corrente che avrebbe messo in atto quel martellamento quotidiano denunciato da Nicola Zingaretti. Gli scenari in campo sarebbero due. Un segretario traghettatore che porti il popolo Dem alle primarie non prima di ottobre, ma con la pandemia in corso sarebbe un azzardo o elezioni di un leader forte, capace di accompagnare il partito alla sfida delle elezioni amministrative in autunno e giochi da protagonista alla partita del Quirinale nel 2022. Antonio Misiani, ospite di Sky Tg24 non ha dubbi. Nomi non ne farò, non è mio compito. Emergeranno nei prossimi giorni, nomi di donne, nomi di uomini. Speriamo che ci siano le condizioni perché l'Assemblea nazionale elegga com'è giusto che sia, non un reggente, ma un segretario nel pieno delle sue funzioni perché di questo c'è bisogno. Resta da capire se il successore di Zingaretti sarà espressione di un accordo unitario tra le anime litigiose del Pd o solo della maggioranza interna che ha sostenuto l'ex segretario. Nel frullatore del toto-nomi finiscono Andrea Orlando, Dario Franceschini, Roberta Pinotti, Piero Fassino, Anna Finocchiaro e l'elezione di una donna sarebbe gradita dopo la scelta contestata di soli ministri uomini nel Governo Draghi. Intanto in casa 5 Stelle Riccardo Fraccaro, ribadisce il valore simbolico dell'orizzonte del 2050. Conosco l'intenzione del Movimento 5 Stelle, di Beppe Grillo, di Conte, che è quella di rilanciare il Movimento 5 Stelle guardando lontano al 2050 con un movimento più strutturato perché gestire il potere richiede una maggiore struttura, maggiore organizzazione, se vogliamo arrivare dei prossimi anni a cambiare questo Paese.

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