Elly Schlein, per riportare a Nazareno i delusi punta ad un agenda di sinistra, Stefano Bonaccini è certo di poter guidare il PD con mano sicura, forte della sua esperienza amministrativa. La sfida tra i due aspiranti leader passa anche dal confronto davanti alle telecamere di Sky Tg24 e sia per Bonaccini, che per Schlein l'obiettivo è favorire il ricambio della classe dirigente. Il presidente dell'Emilia Romagna rivendica un valore aggiunto, che la sua competitor non può vantare: credo di poter garantire l'unità del partito dopo le risse. Schlein scommette su una ricucitura con chi ha pagato un conto salato alla crisi, il PD credo si debba sulla sfida della lotta alle disuguaglianze, alla precarietà e all'emergenza climatica. Il giudizio negativo sul Governo li accomuna, ma per Bonaccini, la Premiere è abile, il governo merita un quattro, ma a Meloni non dico che è incapace, dopo che ci ha battuto, sfiorerei il ridicolo. Per Schlein bisogna essere estremamente netti, con un Governo che ha iniziato subito a colpire le persone più deboli. Bonaccini, impegnato a Cuneo in un mercato locale, promuove la visita della Meloni a Kiev, ma è convinto che abbia pagato dazio per i suoi attacchi al cuore dell'Unione Europea. "Apprezzo sia andata Meloni anche se, vede, il fatto per anni di aver sparato contro l'Europa e l'Unione Europea, ha fatto sì che dai vertici principali e internazionali, Meloni è stata esclusa e se ci fosse stato Mario Draghi, la scorsa settimana sarebbe stato certamente non solo invitato, ma protagonista". Schlein spinge sull'acceleratore della diplomazia: non possiamo aspettare che cada l'ultimo fucile per mobilitarci e creare le condizioni per una conferenza internazionale di pace. Intanto, la macchina organizzativa delle primarie scalda i motori per domenica 26, saranno più di 5000 i gazebo in tutta Italia, potranno votare a partire dal sedicenni, anche i non iscritti al PD, versando una quota di due euro e la soglia psicologica, è di un milione di partecipanti.























