Plastic tax, imprenditori: a rischio migliaia posti

05 nov 2019

La Sicilia è stata la prima regione per numero di comuni Plastic Free, in cui, cioè, la plastica monouso è stata messa al bando, anticipando la direttiva europea e prima ancora che iniziasse l'iter verso la tanto discussa Plastic Tax, ma molte delle ordinanze comunali sono state sospese su decisione del TAR, al quale si sono rivolti gli imprenditori che contestano queste misure, accusate di mettere in ginocchio uno dei pochi settori produttivi, a dar respiro ad una Regione in piena recessione. “In un contesto dove viviamo, che è il contesto siciliano, che avrebbe bisogno di altre aziende come la nostra, ma se noi castighiamo già quelle che ci sono, ma che cosa ci possiamo aspettare? Di quale futuro dobbiamo parlare della nostra Sicilia?” I fratelli Di Santo hanno fondato nel 2005 la principale azienda italiana di stoviglie monouso, quattro stabilimenti in Piemonte, Emilia, Campania e Sicilia. 200 dipendenti e 70 milioni di fatturato. E' rimasta l'unica in Sicilia, dopo la chiusura della catanese Dacca, costretta a mettere in cassa integrazione 100 lavoratori. La nuova tassazione fa paura anche qui, alle porte di Palermo. “L'incidenza della tassa farà spostare i consumi, quindi gli acquisti, ai consumatori, magari su prodotti che sono più economici di provenienza cinese, quindi non si farà altro che rafforzare così le aziende cinesi e uccidere totalmente le aziende italiane. Noi tutti vogliamo lasciare un pianeta più sano e pulito ai nostri figli e per farlo bisogna fare sistema, ma tutti insieme, come Paese, senza, però, pregiudicare la crescita e l'occupazione.” Da qualche tempo la DS ha acquistato uno spazio pubblicitario sui quotidiani per sollevare l'attenzione su provvedimenti che - dicono gli imprenditori - anziché penalizzare le imprese, dovrebbero punire i comportamenti sbagliati di chi inquina. “E' una tassa camuffata da ambientalismo, ma, di fatto, serve solo a fare cassa. L'obiettivo doveva essere quello di educare ad un alto senso civico. La plastica non va nei fiumi e nei mari, non ha i piedini o le gambe e si sposta nel mare. La plastica riciclabile, se riciclata, è il materiale più sostenibile rispetto a tutti gli altri materiali cosiddetti green. Noi dobbiamo colpire la dispersione della plastica nell'ambiente, ma non la plastica come materiale. La plastica come materiale è un prodotto che, comunque, ci ha dato tanto negli anni e ci ha garantito tanto negli anni, ma nelle mense, negli ospedali, nei periodi in cui ci sono le calamità naturali, in cui si interviene sicuramente perché il prodotto è più semplice, quindi non demonizziamo ciò che ci ha dato una mano in passato!”.

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