Polemiche sul memorandum Italia-Libia sui migranti

04 nov 2019

Si chiama “Memorandum d'intesa Italia - Libia”, fortemente voluto e plasmato dall'ex Ministro dell'Interno Marco Minniti e firmato il 2 febbraio del 2017 dall'allora Premier Paolo Gentiloni e dal Presidente del Consiglio presidenziale libico Fayez Serraj. Un documento dove Roma e Tripoli si confrontavano su come gestire il flusso dei migranti che dall'Africa arriva in Europa passando dal cuore del Mediterraneo. L'intesa prevedeva, tra l'altro, l'erogazione di fondi per i centri dei migranti in Libia e l'addestramento e il finanziamento della Guardia costiera libica. L'accordo così ufficialmente disciplinava il contrasto all'immigrazione illegale, al traffico di esseri umani e al contrabbando. In questo quadro tecnico, l'altro punto critico erano le aree SAR (Search And Rescue) (Ricerca e Soccorso), che vedono, nell'ambito del Mediterraneo stesso, zone di competenza per Roma, Tripoli, ma anche per Malta. Accordo prorogato automaticamente per altri tre anni, ma al tempo stesso Palazzo Chigi ha chiesto la convocazione della Commissione italo-libica con un obiettivo principale: cercare di migliorare il documento in alcune parti considerate strategiche. Uno dei punti chiave è quello sui centri dei migranti e qui uno dei cambiamenti potrebbe essere una nuova azione soprattutto con il coinvolgimento dell'UNHCR, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, per una maggiore vigilanza per garantire un migliore rispetto dei diritti umani. Ma viene sottolineato da più parti, soprattutto dal Vecchio Continente, che la Libia non è un Paese sicuro e non ha porti sicuri. Per questo il piano per aprire un hotspot per migranti sotto il controllo dell'Unione Europea al momento non trova riscontro. Ma sulle modifiche al memorandum Palazzo Chigi dovrà soprattutto trovare una sponda europea, oltre che libica, che non ha trovato in passato, e l'idea di istituire centri per l'identificazione e la registrazione dei richiedenti asilo già nei paesi di origine e di transito circola da tempo. Quello che è chiaro è che i cambiamenti non potranno diventare operativi in base a decisioni unilaterali. Il confronto fra Italia e Libia è appena iniziato.

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