Polemiche sulla fase 2 ma Conte difende il decreto

27 apr 2020

È il momento della riflessione dopo le polemiche, le analisi a caldo per il provvedimento sulla fase 2. Una fase che si avvicina, con la data del 4 maggio come inizio, ma non mancano gli interrogativi e i dubbi. Giuseppe Conte torna sul piano appena varato e difende le scelte fatte dal suo Governo. Lo fa da Milano, una delle città simbolo alla lotta al covid 19. Conte spiega: "sono misure studiate per alleviare le sofferenze anche psicologiche che tutti stiamo affrontando, ma questo non significa che noi buttiamo a mare tutti i sacrifici fin qui fatti. Insomma, per il Paese", commenta il premier "è iniziata la fase di convivenza con il virus. La fase due è quella di convivenza con il virus non la fase della liberazione dal virus. Vorrei ricordare che siamo in questa situazione perché c'è stato un paziente 0 in Italia che ha portato a questa situazione. Oggi noi siamo con 105000 contagiati. Tutti sperano di tornare presto alla normalità, ma non ci sono le condizioni per tornare alla normalità, è il pensiero di Conte. Tanti i nodi da sciogliere però, come quello delle celebrazioni religiose. "Lavoreremo per definire un protocollo per garantire a tutti i fedeli di partecipare alle celebrazioni in piena sicurezza, con spirito di collaborazione con la CEI. Il nostro", sottolinea il premier "non è un Governo materialista. Per la famiglie", ha poi detto Conte "stiamo studiando misure oltre ai congedi straordinari e ai bonus baby sitter. Ci rendiamo conto della difficoltà particolare, cercheremo di dare un sostegno economico". Poi, sui congiunti, e qui Conte specifica: "si andranno a trovare persone con cui ci sono rapporti di parentela o ci sono stabili relazioni affettive". Sulla riorganizzazione del mondo del lavoro e sulla nuova vita del Paese dai 5 stelle arriva invece l'invito a non alimentare le polemiche. Innanzitutto ringraziamo gli italiani per come hanno affrontato questa prima fase, con senso di responsabilità e grandi sacrifici, ma non possiamo vanificare tutto per la fretta di ripartire. Ma l'opposizione punta il dito contro il documento. Dalla Lega le accuse: confusione, soprattutto nessun aiuto tangibile al mondo delle aziende. Un piano senza misure concrete con cui riorganizzare la ripartenza dei diversi comparti produttivi Imprese, professionisti, lavoratori non sanno ancora quando e come potremmo tornare a lavoro. Gli aiuti economici promessi dal Governo non arrivano e mentre in tutta Europa i governi danno l'idea di sapere cosa fare. Qui si brancola nel buio.

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