Prescrizione, Renzi: M5S in Senato non ha i voti

03 feb 2020

Sulla prescrizione Matteo Renzi avvisa Il Guardasigilli che i voti in Senato Sono incerti. Alfonso Bonafede replica che non intende subire ricatti e Nicola Zingaretti prova a mediare, sottolineando che serve un’intesa ma che il PD è pronto a sostenere la sua riforma. Ma tutti giurano che il Governo non rischia. I renziani puntano sul lodo Annibali che cancella la sospensione della prescrizione dopo il primo grado di giudizio. “Non credo che il Governo cadrà e non voglio che cada”, pronostica Renzi, ma una forza politica, il Movimento 5 Stelle, che non ha i numeri al Senato, non può dettare legge contro tutti gli altri. Dopo che il Ministro della Giustizia ha ribadito di non accettare minacce è il capo politico reggente del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, ad esortare Renzi ad uscire allo scoperto. “Se qualcuno vuole cambiare le carte in tavola, se ne assuma la responsabilità”. Non mi faccio intimorire né credo che sia obiettivo il fatto che Renzi spesso alzi la posta per farsi sentire, insomma. Alzi, scusi, la voce per farsi sentire. Rimane questo, come le dicevo, massimo confronto, massimo dialogo ma non ricatti. Zingaretti confida che le soluzioni si possono trovare, ”Altrimenti andremo avanti con la nostra legge”. Per forza Italia l'unica strada è che i renziani voto in Parlamento la proposta di Enrico Costa. Perché si arriva a questo tipo di aberrazioni? Proprio perché si scrivono le leggi e si fanno le riforme, anche se quella Bonafede non credo la si possa chiamare una riforma, sulla base del consenso. Del consenso ora, a tutti i costi.

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