Presentato ddl elettorale, proporzionale con sbarramento 5%

09 gen 2020

Il disegno di legge elettorale è stato presentato in Commissione Affari costituzionali della Camera. Dovrebbe essere una proposta della maggioranza. In realtà, è soprattutto la sintesi delle volontà del PD e dei 5 Stelle. La uno non è soddisfatta e le perplessità di Italia Viva sono forti. Si tratta di un ritorno al proporzionale con una soglia di sbarramento al 5%, che verrebbe comunque mitigata dal cosiddetto “diritto di tribuna” cioè la possibilità di entrare in Parlamento, ad alcune condizioni, anche se si resta sotto la soglia del 5. Di fatto, si tornerebbe a una situazione molto simile a quella di trent'anni fa, prima dei referendum di inizio anni '90, che, con esito schiacciante, decretarono la scelta degli italiani per un sistema maggioritario. Allora si diceva che il proporzionale era stato una delle cause dell'ingovernabilità politica del Paese. Ora i fautori della riforma assicurano che, invece, un ritorno al proporzionale garantirebbe rappresentatività e una migliore democrazia. “E' nato un terzo polo, che è quello del Movimento 5 Stelle. Noi abbiamo avuto, a partire dalle elezioni del 2013, una tripolarizzazione di questo Paese, che non combacia con un'idea schiettamente maggioritaria.” Più cauta, invece, Forza Italia. “Sono convinto che le regole si scrivano tutte quante assieme. Noi siamo sempre stati favorevoli a un mix tra proporzionale e maggioritario.” Critici i Fratelli d'Italia e la Lega con Salvini che attacca: “Il PD ha nostalgia dei ribaltoni della vecchia politica”. E sull'ammissibilità del referendum elettorale presentato dalla Lega, che mira, invece, a un sistema pienamente maggioritario, la Corte costituzionale si pronuncerà il 15 gennaio. Intanto slitta la presentazione in Cassazione delle firme necessarie per l'altro referendum, quello sul taglio dei parlamentari. Alcuni senatori di Forza Italia si sono sfilati all'ultimo, ma tutto è in movimento e nelle prossime ore potrebbero esserci novità. C'è ancora tempo fino a lunedì per arrivare a quota 64 senatori e dare il via libera a una consultazione che aprirebbe la possibilità di una finestra elettorale di qualche mese in cui si potrebbe ancora votare senza taglio dei parlamentari, fino alla celebrazione di un referendum che, invece, salvo colpi di scena, renderebbe definitivo il taglio degli eletti.

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