Quirinale, nella corsa al Colle c'è l'incognita Covid

29 dic 2021

Voglia di stabilità ma anche incognita Covid. Sono questi gli elementi che in questa fase stanno alimentando i tavoli ai quali i partiti si affacciano senza mostrarsi troppo. Si rafforza il fronte di chi vorrebbe Mario Draghi fino al 2023 a Palazzo Chigi, per gestire un'emergenza che sembra lontana dal finire e questo lo escluderebbe automaticamente dalla corsa al Quirinale. Anche perché l'ipotesi del Premier al posto di Mattarella dovrebbe risolversi con un voto unanime alla prima votazione e Fratelli d'Italia ha già detto che lo vorterebbe solo in cambio di elezioni anticipate. Ma appunto la stabilità la invocano un po' tutti e in un quadro emergenziale come quello attuale, in cui i contagi crescono esponenzialmente, è difficile immaginare il proseguo del Governo senza Draghi. Stabilità invocata anche dal Presidente di Confindustria Carlo Bonomi che auspica, in un momento così, senso di responsabilità e la maggior condivisione possibile nella scelta del successore di Mattarella. Il Covid appunto, un fattore non secondario che si insinua nella corsa al Colle.Perchè dei grandi elettori quanti potranno recarsi effettivamente in aula per votare, quanti saranno positivi e quanti per ragioni di sicurezza sanitaria saranno costretti a rimanere a casa? Non è un dettaglio, visto i numeri del contagio e il picco che è previsto proprio nei giorni dell'elezione del Capo dello Stato. Questo va da se, diminuirebbe il quorum spostando gli equilibri politici. Si potrebbe optare sull'ipotesi, sebbene sarebbe una forzatura, di un Mattarella bis che però necessiterebbe di unanimità che potrebbe essere interrotta da un probabile no di Fratelli d'Italia. Insomma da qui a gennaio deve passare ancora molta acqua sotto i ponti, ma i numeri in Parlamento fanno capire che quando basterà la maggioranza semplice ad avere il pallino sarà il centrodestra, che per quel periodo bisognerà vedere se la candidatura di Silvio Berlusconi sarà ancora in piedi. Al lavoro anche Giuseppe Conte che riunendo i suoi parlamentari fa sapere che il Movimento 5 Stelle è disposto a votare una personalità di alto profilo anche se proposta dal centrodestra, ad eccezione di Silvio Berlusconi, e cresce la preferenza per una candidatura femminile.

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