Quirinale, tramonta il Mattarella bis

14 nov 2021

Il silenzio del PD, le battute di Draghi, le parole di Mattarella La settimana appena trascorsa aggiunge chiarezza ma sottrae soluzioni al rebus Quirinale. Sempre che l'apparenza non inganni e non sarebbe la prima volta. Mattarella ricorda il suo predecessore Giovanni Leone e in particolare la sua idea che il capo dello Stato non debba essere rieleggibile. In tempi più recenti idea espressa anche da Carlo Azeglio Ciampi anche lui oggetto di pressioni da parte di un sistema politico che non riusciva a trovare alternative. Ciampi, ringraziò per le attenzioni, ma scrisse in una nota, riteneva che il rinnovo di un mandato lungo qual è quel settennale mal si confà alla forma repubblicana del nostro Stato. Allora, era il 2006, non c'era stata alcuna eccezione poi ci fu quella di Giorgio Napolitano a tempo in qualche modo determinato. Le parole di Mattarella sembrano allontanare di molto l'unica soluzione priva di controindicazioni, almeno nel breve periodo, la sua rielezione garantirebbe continuità non solo al mandato quirinalizio ma alla Presidenza del Consiglio, al governo e la maggioranza Anomala che lo sostiene la convergenza sul tuo nome e poi sarebbe quasi senza trattativa. Un secondo nome diciamo così naturale è quello di Mario Draghi, naturale ma non privo di controindicazioni l'azione di governo verrebbe interrotta così come sarebbe molto difficile dare continuità alla maggioranza, gli impegni e ai progetti avviati. Le elezioni anticipate che molti invocano da molto tempo sarebbero a un passo. Draghi vuole fortissimamente vuole abitare il Quirinale? Lui, interrogato, rifiutava di rispondere, ora scherza mai ha negato. E se non lui chi ? Si va per esclusione non Walter Veltroni, per esempio, l'ex segretario del PD amante del genere era stato inserito per le figurine del Toto Quirinale, ospite a Sky Tg24, nega. inventore del metodo Ciampi esclude che tra qualche anno si parlerà del metodo Veltroni, spera fortemente in un voto unitario e in tempi brevi del Parlamento, e rigetta in questo insieme a Giorgia Meloni l'idea di un semi presidenzialismo di fatto. "In democrazia non posso esistere i de facto, ci sono delle regole e quelle regole vanno rispettate, non si può alterare de facto perché sa de facto faccio una cosa poi defacto se può accadere anche una che magari ci piace anche di meno no?".

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