Radio Radicale a rischio, Pochi spiragli dal governo

22 mag 2019

43 anni di vita, un archivio di parole dirette senza filtro dalla prima Repubblica ad oggi, una finestra aperta sul Parlamento, un servizio pubblico riconosciuto da maggioranza ed opposizione. E' la foto di Radio Radicale, un'istantanea che il Governo al momento ha deciso di chiudere nel cassetto, chiudendo il rubinetto dei soldi pubblici che finanziava l'emittente. Una scelta formalizzata con un emendamento al decreto crescita che tra pochi giorni verrà votato dalla Camera. Lega e Partito Democratico hanno presentato emendamenti per evitare la chiusura di Radio Radicale, bocciati. Hanno fatto ricorso contro la bocciatura, ma il Movimento 5 Stelle in Commissione non si è unito a questa richiesta, bagarre allora in Commissione, mentre Giachetti nel Partito Democratico continua il suo sciopero della fame per testimoniare con il suo corpo, come faceva Marco Pannella, il suo no alla direzione intrapresa. Inoltre altri senatore dei DEM si sono iscritti al partito radicale. Il cassetto sta per chiudersi definitivamente, rimane un solo spiraglio, Luigi Di Maio, Vice Premier, dice che bisogna trovare una soluzione, ma evitando un intervento diretto dello Stato. Una ventina di giornalisti, quasi 50 dipendenti in totale, continueranno comunque a lavorare fedeli al motto “conoscere per deliberare”, se qualcosa non cambierà tra poco sarà più difficile fare entrambe le cose.

pubblicità

Se clicchi OK acconsenti all'uso da parte di Sky dei cookie tecnici, analitici, di profilazione di prima e terza parte, che sono usati per capire i contenuti che ti interessano e inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più sui cookie e decidere se acconsentire oppure no a tutti o ad alcuni cookie, leggi qui la nostra Cookie Policy. Per leggere l'Informativa Privacy clicca qui.