Recovery fund, il governo invia linee guida al Parlamento

16 set 2020

73 pagine consegnate al Parlamento per abbozzare l'Italia che verrà, grazie a 209 miliardi elargiti dall'Europa. Il Governo si dice pronto a riferire alle camere sulle linee guida che puntano a disegnare il Paese del futuro attraverso 6 settori che dovrebbero servire a modernizzarlo dopo la mannaia della pandemia. L'esecutivo vuole alleggerire la pressione fiscale sui ceti medi e sulle famiglie, puntare al raddoppio della crescita all' 1,6%. I capitoli indicati sono la lotta alle disuguaglianze, l'economia verde, l'istruzione, la salute, la digitalizzazione e le infrastrutture, Giuseppe Conte, ha ripetuto più volte che la messa a punto dei recovery plan ha bisogno del contributo di tutti, un invito che, il leader della Lega Matteo Salvini, non respinge a priori. Noi non vediamo l'ora di collaborare, di leggere, di capire, di portare la voce del popolo dei produttori, degli studenti. Le uniche cose che non permetteremo saranno il tornare indietro, ovvero sia, se per avere questi soldi in prestito, faccio un esempio, di cui si parla in Europa, bisognerà tornare alla legge Fornero, no. Visti i tempi lunghi con cui arriveranno i soldi di Bruxelles erogati per l'estate del 2021 si riaccende nella maggioranza lo scontro sul Mes, il fondo europeo destinato alle spese sanitarie. Il Movimento 5 Stelle l'ha definito l'ultima spiaggia, ma nel Pd lo si invoca da subito . Diciamo che non è un'ultima spiaggia, perché il Mes è già a disposizione ed è già chiarito che non ci sono condizionalità, almeno dai documenti che sono in possesso dei Ministri dell'economia e da quello che è stato concordato, quindi a questo punto direi che è la prima spiaggia. Dopo 3 giorni dalla riapertura delle scuole la Lega ha depositato in Senato la mozione di sfiducia contro la ministra dell'istruzione Lucia Azzolina, per quello che il Carroccio ha definito la gestione caotica della ripartenza. I sindacati hanno indetto una manifestazione per la scuola il 26 settembre, ma già venerdì saranno in piazza per sollecitare il Governo. Il 18 saremo nelle piazze d'Italia per dare voce al lavoro, per rimettere al centro la lotta contro la precarietà e per questo chiediamo al governo di fare scelte che vadano nella direzione di spendere bene i soldi europei,.

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