Recovery Fund, in manovra anticipo di 120 miliardi in 3 anni

19 nov 2020

Arriva il giudizio dell'Unione europea sulla manovra finanziaria, proprio mentre inizia in ritardo e con i tempi quindi compressi, l'iter di approvazione in Parlamento da concludersi entro il 31 dicembre col patto di stabilità sospeso almeno fino al 2022. La commissione non chiede correzioni alla traiettoria di conti pubblici fuori controllo in tutta la zona euro. Nonostante l'ok all'impianto generale alcune misure, però, destando l'attenzione di Bruxelles. Ad esempio, il bonus famiglia o il taglio nella contribuzione sociale nelle regioni più povere sono misure che hanno un effetto permanente sui conti pubblici non temporaneo a cui manca quindi la copertura per circa l' 1,1% del Pil. Intanto i 229 articoli della legge di bilancio sono stati bollinati dalla Ragioneria generale dello stato e comprendono anche un fondo anticipazioni delle risorse del recovery fund da 120 miliardi in 3 anni. Poco più della metà insomma degli oltre 200 miliardi destinati tra prestiti e sussidi all'Italia. Quando arriveranno è storia a parte. Ma intanto il Governo anticipa una parte dei soldi, definisce la cornice per l'attuazione del recovery plan italiano. Il fondo avrà una dotazione di quasi 35 miliardi per il 2021, oltre 41 l'anno dopo, 44,5 per il 2023. Previsti due conti separati, uno per i sussidi a fondo perduto, l'altro per i prestiti da restituire. Entro il 30 giugno di ogni anno da qui al 27, il governo trasmetterà poi alle camere una relazione sulla base dei dati forniti dal Mef per dare rendiconto sull'utilizzo delle risorse del recovery plan e sui risultati raggiunti.

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