Recovery Fund, ok Camera a risoluzione maggioranza

31 mar 2021

Il Recovery Plan o Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza è all'esame del Parlamento, nel senso che sul piano presentato dal precedente Governo le Camere hanno fatto le loro osservazioni, anche critiche, consegnandole al nuovo esecutivo. Le indicazioni arrivate riguardano in particolare i pochi fondi previsti per il sud, da aumentare, la necessità di nuove assunzioni di personale giovane nella pubblica amministrazione, l'estremo bisogno di semplificare le cose a livello burocratico specie riguardo alle procedure per le autorizzazioni e poi l'urgenza di puntare sulle educazione digitale, accrescere gli investimenti sulla sanità, sui giovani e sul lavoro. Il Ministro dell'Economia Franco, in aula, alla Camera, ha rilanciato chiarendo che il grosso delle risorse andrà concentrato proprio su interventi innovativi e sulle riforme, ma ha anche chiarito che il Recovery Plan, per quanto fondamentale per il rilancio del paese, è solo uno degli strumenti e altri progetti non saranno accantonati, che i denari che arriveranno dall'Europa, non sono un regalo visto quanto noi siamo contributori, che occorrerà evitare che la spesa aggiuntiva sia compensata da una minore spesa ordinaria come in passato e il ruolo del Parlamento dice Franco è fondamentale, anche da qui l'impegno del governo. "Dal convincimento che una condivisione strategica del piano sia possibile solo attraverso il pieno coinvolgimento di tutte le istituzioni in primo luogo del Parlamento". Le tue parole vanno incontro a quanto chiesto da tutta la maggioranza e a gran voce dall'opposizione. "Noi stiamo discutendo in Parlamento di un piano che sarà modificato profondamente, e quindi di un piano che arriverà in Europa, senza che il Parlamento della Repubblica italiana abbia avuto su esso, l’ultima voce in capitolo e questo non è possibile, non è tollerabile". La risoluzione di maggioranza impegna il governo a tenere conto degli orientamenti indicati nella relazione approvata dalle commissioni e a rendere comunicazioni al Parlamento, con voto prima dell'invio del testo finale a Bruxelles, previsto entro la fine di aprile.

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